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	<title type="text">PCOS NonSeiSola®</title>
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		<author>
			<name>dott.ssa Roberta Rodà</name>
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		<title type="html"><![CDATA[PCOS: come convivere con la sindrome dell&#8217;ovaio policistico]]></title>
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		<category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="Fertilità" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="PCOS" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="pcos" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="pcosnonseisola" />		<summary type="html"><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pcosnonseisola.com/2020/01/13/pcos-come-convivere-con-la-sindrome-dellovaio-policistico/">PCOS: come convivere con la sindrome dell&#8217;ovaio policistico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.pcosnonseisola.com">PCOS NonSeiSola®</a>.</p>
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		<title type="html"><![CDATA[PCOS: un problema da mani nei capelli!]]></title>
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		<updated>2019-06-25T06:51:05Z</updated>
		<published>2019-06-25T06:51:02Z</published>
		<category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="Bellezza" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="PCOS" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="alopecia" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="androgeni" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="calvizie" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="capelli" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="casco" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="diradamento" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="laser" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="minoxidil" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="ormoni" />		<summary type="html"><![CDATA[<p>La nostra amica Giovanna B. ci scrive: “Fin da quando sono entrata nell’adolescenza ho avuto...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pcosnonseisola.com/2019/06/25/pcos-un-problema-da-mani-nei-capelli/">PCOS: un problema da mani nei capelli!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.pcosnonseisola.com">PCOS NonSeiSola®</a>.</p>
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				<content type="html" xml:base="https://www.pcosnonseisola.com/2019/06/25/pcos-un-problema-da-mani-nei-capelli/"><![CDATA[
<p>La nostra amica Giovanna B. ci scrive:</p>



<p><em>“Fin da quando sono entrata nell’adolescenza ho avuto una brutta pelle. Sempre oleosa nonostante usassi prodotti specifici per i brufoli. Mi dicevano di stare tranquilla perché sarebbe passato appena fossi cresciuta. All’età di 27 anni mi sentivo fuori dall’adolescenza ma la mia pelle non era migliorata, anzi. Era sempre piena di brufoli e infiammata. A peggiorare il tutto anche i capelli stavano diventando un problema perché sempre più radi e sottili. C’erano dei punti in cui non avevo quasi più capelli. Ero disperata. Così ho preso appuntamento da una dermatologa per vedere se poteva aiutarmi. Mi ha prescritto delle analisi del sangue da fare prima dell’appuntamento. Quando mi sono presentata da lei ero piuttosto spaventata e volevo una risposta. La visita è durata 1 ora e venti. Quando sono uscita da lì avevo in mano una diagnosi: soffrivo di PCOS. La dott.ssa poteva aiutarmi e mi aveva prescritto una cura”.</em></p>



<p style="text-align:left">Quante di noi si sono trovate in una situazione simile a questa? Scommetto tantissime. Questo perché la sindrome dell’ovaio policistico colpisce circa 1 donna su 5. La PCOS causa uno scorretto bilanciamento di ormoni nel sangue e una rosa di sintomi molto varia: dall’anovulazione all’acne, dall’obesità all’irsutismo e la lista è ancora lunga.</p>



<p>E se è vero che l’eccesso di peli è un problema serio nelle donne affette da PCOS, per contro lo è anche l’assottigliamento dei capelli e il diradamento degli stessi.</p>



<p>Il tipo di diradamento in questi casi mette ragazze con la sindrome a dura prova in quanto accade in zone “tipicamente maschili” come ad esempio le tempie.</p>



<p>Nella PCOS gli androgeni (che sono degli ormoni maschili) raggiungono solitamente livelli più alti (anche se nei range) rispetto a quelli presenti nelle donne non affette dalla sindrome. Questo tipo di ormoni, ed in particolare il testosterone, sono quelli che più incidono sull’alopecia androgenetica. In sintesi, il follicolo pilifero si miniaturizza e&nbsp;&nbsp;comincia, di punto in bianco, a produrre un capello sempre più sottile. Quando si arriva a questo punto, solitamente la ragazza comincia ad accorgersi che qualcosa non va perché inizia a vedersi una sorta di “stempiatura”. Questo diradamento diviene sempre più evidente e le zone colpite sempre più ampie.</p>



<p>Dal 2004 in poi, il solo diradamento di capelli nella donna in età fertile (in zona tipicamente maschile) è un campanello di allarme per lo specialista che sa di avere una buona chance di trovarsi di fronte ad un caso di PCOS<a><sup>[1]</sup></a>.</p>



<p>Quindi, se la tua situazione ti ricorda quella della nostra amica Giovanna, è il caso di chiedere al tuo medico di valutare la possibilità che tu sia affetta da sindrome dell’ovaio policistico.&nbsp;</p>



<p>Se invece ne sei già certa perché ti è stata confermata questa diagnosi, cosa puoi fare?</p>



<p>Al momento esistono diverse vie per migliorare la situazione. Ognuna di queste però dovrà essere valutata attentamente sul tuo specifico caso dal tuo medico curate.</p>



<p>Qui di seguito le cure più usate di frequente.</p>



<p>SPIROLATTONE&nbsp;</p>



<p>Forse hai sentito parlare dell’uso dello spirolattone nel trattamento dell’acne.&nbsp;&nbsp;Questo tipo di medicinale è solitamente usato per trattare la pressione bassa ma, avendo anche un effetto di anti-adrogeno, in dosi specifiche riesce a “bloccare” temporaneamente&nbsp;&nbsp;(fintanto che dura l’assunzione di questo farmaco) gli ormoni maschili. Grazie a questo suo effetto riesce a diminuire l’irsutismo e a diminuire il diradamento dei capelli. Sembrerebbe un farmaco salvifico per una bella fetta di ragazze affette da PCOS, tuttavia, essendo un farmaco soggetto a prescrizione medica, bisogna stare attente al modo di assunzione. Questa deve essere infatti assolutamente controllata (e ovviamente prescritta) dal proprio medico curante.</p>



<p>DIANE</p>



<p>Un altro farmaco che ha poteri anti androgeni è la pillola anticoncezionale curativa Diane. Ha gli stessi effetti benefici dello spirolattone ma non gli stessi effetti collaterali (non è un diuretico). È quindi una valida alternativa al farmaco che abbiamo sopranominato tuttavia, essendo anche questa una pillola molto potente, va prescritta da un medico e la sua assunzione deve essere cautamente monitorata.</p>



<p>MINOXIDIL</p>



<p>È un farmaco che se assunto oralmente ha una funzione antiipertensiva, usato localmente invece ha l’effetto di far ricrescere i capelli diradati a causa di un’alopecia androgenetica. È noto che questo farmaco non ha effetti sulle cause endocrine del diradamento quindi è particolarmente indicato se il problema non fosse particolarmente esteso. Se rientri nella fetta di donne che soffre di irsutismo questo farmaco non è per te perché potrebbe causare un peggioramento dell’ipertricosi. Tuttavia, se lo volessi provare lo stesso perché la situazione che hai letteralmente in testa ti porta un enorme disagio psicologico, prova a parlarne con il tuo medico curante. Un recentissimo studio<a><sup>[2]</sup></a>infatti ha evidenziato che una bassissima dose (per via orale) di Minoxidil associato allo Spirolattone dà ad una donna affetta da PCOS una significativa riduzione di perdita di capelli.</p>



<p>FOTOTERAPIA LASER</p>



<p>Negli ultimi anni la fototerapia sta riscuotendo sempre più successo nel trattamento del diradamento dei capelli causato da PCOS. Il Theradome L80 Casco Laser Anticalvizie è un dispositivo portatile che può essere usato anche a casa. Questo caschetto ha un’azione simile al Minoxidil e stimola la circolazione nei follicoli&nbsp;&nbsp;aumentando la qualità e la struttura del capello. Pare che l’azione sia simile al farmaco summenzionato ma assolutamente migliore in termini di tempistiche e qualità.</p>



<p>Potete trovare questo caschetto qui: <a href="https://amzn.to/2X4i9D3">https://amzn.to/2X4i9D3</a></p>



<p></p>



<p>Essere affette da PCOS non è facile, la cosa migliore che possiamo fare è cercare di gestire al meglio i sintomi che abbiamo, al meglio delle nostre possibilità.<br></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a><sup>[1]</sup></a>European Journal of Endocrinology (2003) 149 439-442</p>



<p><a><sup>[2]</sup></a>International Journal of Dermatology 2018, 57, 104-109</p>
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			<name>dott.ssa Roberta Rodà</name>
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		<title type="html"><![CDATA[La posta della dott.ssa ViDa: Marina]]></title>
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		<updated>2019-05-07T07:33:23Z</updated>
		<published>2019-05-07T07:32:04Z</published>
		<category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="BenEssere" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="Salute" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="postadottssavida" />		<summary type="html"><![CDATA[<p>Buongiorno, vorrei chiedere gentilmente alla nutrizionista Vida se il dolcificante Ristora light è un buon sostituto...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pcosnonseisola.com/2019/05/07/vida1/">La posta della dott.ssa ViDa: Marina</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.pcosnonseisola.com">PCOS NonSeiSola®</a>.</p>
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				<content type="html" xml:base="https://www.pcosnonseisola.com/2019/05/07/vida1/"><![CDATA[
<p><em>Buongiorno, <br>vorrei chiedere gentilmente alla nutrizionista Vida se il dolcificante Ristora light è un buon sostituto dello zucchero da mettere nel caffè (2volte al giorno) e se i latticini vanno esclusi tutti o qualcuno è possibile assumerlo.<br>Ultima curiosità: ho letto che il latte favorisce in qualche modo la fertilità ed il concepimento, ma noi con PCOS non possiamo assumere latticini. Non conviene assumerne neppure una dose minima?<br>Mi scuso per le mille domande, ma è da un anno che provo ad avere un figlio e non ci riesco. Seguo un&#8217;alimentazione pulita e regolare attività fisica. Ovulo regolarmente nonostante la PCOS eppure&#8230;non so che altro fare!<br>Buona giornata! Marina</em></p>



<p></p>



<p>Cara Marina, innanzitutto grazie per avermi scritto! Le domande che mi hai posto sono molto interessanti per cui partiamo dalla scelta del dolcificante. “Ristora light” è un dolcificante che io definisco “misto” ovvero composto da saccarosio (il comune zucchero) e due dolcificanti artificiali (sodio ciclamato e acesulfame k). Ci tengo a sottolineare che alcuni studi hanno confermato che il ciclamato potrebbe causare il cancro alla vescica (per il momento dimostrato solo sui ratti), difatti negli USA è stato ritirato dal commercio. Entrambi sono sconsigliati in gravidanza per cui è bene cercare dei sostituti certamente più salutari. Premesso che l’uso dei dolcificanti per risparmiare calorie è quasi illusorio, sarebbe opportuno comunque ridurne al minimo l’impiego, soprattutto per la presenza di zuccheri nascosti in altri alimenti! Detto ciò, ti consiglio di rimanere su dolcificanti naturali come l’eritritolo che ha un indice glicemico pari a zero ed un bassissimo indice insulinemico oppure la stevia pura che oltre ad avere ovviamente anch’essa un basso indice glicemico migliora la digestione, riduce l’appetito ed ha un forte potere dolcificante.</p>



<p>Per quanto riguarda il secondo quesito il latte/latticini pur avendo un basso indice glicemico hanno un alto indice insulinemico, inoltre aumentano le concentrazioni di GH, leucina e il fattore di crescita insulino-simile peggiorando lo status ormonale. Quindi nel caso di una paziente con la PCOS, come te, direi che il consumo di latte/latticini va distribuito in massimo 2 porzioni a settimana, preferibilmente il parmigiano reggiano super stagionato (non meno di 36 mesi) e/o il formaggio caprino. Spero di esserti stata utile! Un abbraccio. Dott.ssa Vida</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453.jpg" alt="" class="wp-image-374" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453.jpg 1024w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-150x150.jpg 150w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-300x300.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-768x768.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-200x200.jpg 200w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-500x500.jpg 500w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-970x970.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-600x600.jpg 600w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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			<name>dott.ssa Roberta Rodà</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Nuova collaboratrice di PCOSNonSeiSola]]></title>
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		<published>2019-03-04T10:01:25Z</published>
		<category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="Senza categoria" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="dott.ssa ViDa" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="pcos" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="pcosnonseisola" />		<summary type="html"><![CDATA[<p>Buongiorno a tutti, Oggi è un giorno felice per noi di PCOSNonSeiSola, il nostro staff...</p>
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				<content type="html" xml:base="https://www.pcosnonseisola.com/2019/03/04/nuova-collaboratrice-di-pcosnonseisola/"><![CDATA[
<p>Buongiorno a tutti,</p>



<p>Oggi è un giorno felice per noi di PCOSNonSeiSola, il nostro staff infatti si arricchisce di una professionista super affermata e super richiesta dalla nostra community: la dott.ssa ViDa.</p>



<p>Lei è una farmacista e biologa nutrizionista che da anni segue noi donne affette da sindrome dell’ovaio policistico. Ha studiato in modo particolare l’alimentazione da un punto di vista di riordino dell’assetto ormonale per venire incontro alle esigenze di donne insulino resistenti, con problemi di obesità, acne e perdita di capelli.</p>



<p>Quindi un caloroso benvenuto all dott.ssa ViDa che avrete a brevissimo modo di conoscere. ❤️</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/03/savingPNG-10.jpg" alt="" class="wp-image-370" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/03/savingPNG-10.jpg 463w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/03/savingPNG-10-193x300.jpg 193w" sizes="(max-width: 463px) 100vw, 463px" /></figure>
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		<author>
			<name>dott.ssa Roberta Rodà</name>
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						</author>
		<title type="html"><![CDATA[Prodotti CleanFoods: i pancakes al glucomannano]]></title>
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		<updated>2019-01-23T14:44:44Z</updated>
		<published>2019-01-23T14:38:32Z</published>
		<category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="Senza categoria" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="alimentazione" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="pcos" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="pcosnonseisola" />		<summary type="html"><![CDATA[<p>Dopo aver fatto una ricerca sul glucomannano e aver visto che aveva un’incidenza positiva anche...</p>
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]]></summary>
				<content type="html" xml:base="https://www.pcosnonseisola.com/2019/01/23/rawpancakes/"><![CDATA[
<p>Dopo aver fatto una ricerca sul glucomannano e aver visto che aveva un’incidenza positiva anche su noi donne affette da PCOS (vi rimando a questo mio articolo: <a href="http://www.pcosnonseisola.com/2019/01/15/glucomannanoepcos/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="http://www.pcosnonseisola.com/2019/01/15/glucomannanoepcos/ (si apre in una nuova scheda)">http://www.pcosnonseisola.com/2019/01/15/glucomannanoepcos/</a> ) ho deciso di provarlo personalmente per vederne i risultati. Ho così deciso di chiedere a tre mie amiche  (due con sindrome dell’ovaio policistico e una con ipotiroidismo) di darmi una mano a testare sia l’estratto puro che alcuni prodotti contenenti il glucomannano.</p>



<p>Ci siamo date 30gg per testare questi prodotti e vedere se potevano avere un’incidenza sulla perdita di peso o sull’appettito.&nbsp;</p>



<p>I prodotti in questione sono quelli della Cleanfoods.&nbsp;&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-2-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-359" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-2-1024x768.jpg 1024w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-2-300x225.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-2-768x576.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-2-970x728.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-2-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Io ho assaggiato ogni prodotto tuttavia per questioni personali (sto ancora allattando n.d.r.) ho preferito limitarmi all’assunzione di questi prodotti a 2 soli pasti a settimana.&nbsp;</p>



<p>Le altre ragazze invece hanno gradito e “gozzovigliato” alla grande.</p>



<p>Questa azienda produce prodotti per ogni tipo di palato, dai condimenti alla pasta, dai sostitutivi dei pasti agli impasti per i pancake, dai topping per dolci al riso. La particolarità di questi prodotti, come avrete capito, è che contengono il glucomannano estratto dalla pianta konjac. </p>



<figure class="wp-block-image"><img src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/Amorphophallus_konjac_Flower_Factory-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-363" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/Amorphophallus_konjac_Flower_Factory-768x1024.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/Amorphophallus_konjac_Flower_Factory-225x300.jpg 225w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/Amorphophallus_konjac_Flower_Factory-970x1293.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/Amorphophallus_konjac_Flower_Factory-600x800.jpg 600w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/Amorphophallus_konjac_Flower_Factory.jpg 1024w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption>Pianta Konjac in fioritura<br>Fonte pic: Wikipedia</figcaption></figure>



<p>Questo fa sì che mangiando ad esempio la loro pasta, ingerirete qualcosa che vi farà sentire sazie a lungo e avrà un apporto calorico (oltre che un impatto glicemico) inferiore rispetto ad un classico piatto di pasta. Io mi sono trovata molto bene con il preparato per pancake per la colazione e oggi parleremo proprio di questo. </p>



<figure class="wp-block-image"><img src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-3-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-361" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-3-1024x768.jpg 1024w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-3-300x225.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-3-768x576.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-3-970x728.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-3-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Quante di noi cercano di stare attente all’alimentazione, sanno che a volte si ha piacere , al risveglio, di mangiare qualcosa di dolce che ci coccoli un po’.</p>



<p>La confezione grande contiene 425g di preparato e basta per fare ben 32 pancakes. Mentre un pancake classico ha circa 112 kcal, un raw pancake della CleanFoods ne ha 21,4. Una bella differenza, non credete? Questo prodotto contiene ingredienti di qualità come: proteine dei piselli, albume d’uovo, proteine della quinoa e dei semi di chia oltre che una dose di 1000mg di glucomannano per porzione.</p>



<p>La preparazione è super semplice, per una porzione di pancake (4) bisogna mescolare 2 misurini di preparato con 140 ml di acqua (o qualunque altro liquido pensate che possa piacervi, come ad esempio il latte di cocco, quello di mandorla o perché no anche del latte scremato). Si otterrà così un composto abbastanza liquido e omogeneo da cuocere. Io che conosco molto bene i miei gusti li cucino con dell’olio di cocco o del ghee. Faccio sciogliere una piccola quantità del grasso scelto in una padella poi ci verso sopra una o due cucchiaiate di composto a seconda di quanti pancake voglio far venire fuori (e anche a seconda di quante persone li mangeranno). Quando il composto risulterà solido e dorato da un lato lo si gira con una spatolina, si fa altrettanto con l’altra parte et voilà il pancake è pronto.&nbsp;</p>



<p>La cosa davvero interessante è che avendo così poche kcal si può essere piuttosto creativi con il condimento. A me piace abbinarli alla composta di mirtilli ma siete davvero liberissime di scegliere a seconda dei vostri gusti. </p>



<figure class="wp-block-image"><img src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-362" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-1-1024x768.jpg 1024w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-1-300x225.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-1-768x576.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-1-970x728.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-1-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Devo dire che questi pancake sono amati da tutta la famiglia e li facciamo almeno una volta a settimana.&nbsp;</p>



<p>Vi ricordo comunque che contenendo glucomannano se decidete di mangiarli dovrete assumere una quantità adeguata di acqua, almeno 1.5l al giorno per far funzionare questa sostanza al meglio riducendo un po’ il vostro appetito e per evitare spiacevoli inconvenienti (come un blocco intestinale).</p>



<p>In casa siamo soliti scegliere di mangiare cibi meno processati possibile e questa risulta una delle poche eccezioni che mi sento di consigliarvi data la qualità dei componenti contenuti.</p>



<p>Se volete provarli mi sono fatta dare un codice di sconto per voi, lo trovate qui sotto.</p>



<p>Intanto vi auguro un buon proseguimento e ci leggiamo prossimamente con il feedback del prossimo prodotto provato da me e dalle mie amiche.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-4-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-360" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-4-1024x768.jpg 1024w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-4-300x225.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-4-768x576.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-4-970x728.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/01/savingPNG-4-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sito internet: <a href="https://www.cleanfoods.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (si apre in una nuova scheda)">https://www.cleanfoods.it</a></p>



<p>CODICE SCONTO: ROBY10</p>
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			<name>dott.ssa Roberta Rodà</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Glucomannano e PCOS: può essere d&#8217;aiuto?]]></title>
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		<updated>2019-01-15T09:26:37Z</updated>
		<published>2019-01-15T09:24:59Z</published>
		<category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="PCOS" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="Salute" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="Senza categoria" />		<summary type="html"><![CDATA[<p>Il glucomannano è un polisaccaride ad alto peso molecolare formato dalla concentrazione di piccolissime quantità...</p>
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				<content type="html" xml:base="https://www.pcosnonseisola.com/2019/01/15/glucomannanoepcos/"><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il glucomannano è un polisaccaride ad alto peso molecolare formato dalla concentrazione di piccolissime quantità di glucosio e mannosio (che è uno zucchero diffuso nei polimeri vegetali). Solitamente si usa questa sostanza in cucina, come gelificante. Viene estratto dal tubero della pianta Amorphophallus konjac. La cosa interessante è che si è notato che l’estratto di konjac favorisce il dimagrimento. Come? Molto semplice, questa fibra è capace di attirare grandi quantità di acqua. Così facendo aumenta il suo volume fino a 100 volte, di conseguenza nel corpo umano crea una soddisfacente sensazione di sazietà. Sulla carta sembra un valido aiuto anche abbinato ad un regime alimentare adatto a perdere peso. Come sapete personalmente noi di PCOSNonSeiSola siamo più interessati alle donne affette da PCOS rispetto alle donne non affette, quindi quello che abbiamo fatto è stato cercare di capire se il glucomannano fosse un qualcosa in più per meglio gestire i sintomi creati da questa nostra antipatica sindrome. Un recente studio italiano<a name="_ftnref1"></a>[1] ha evidenziato che questa sostanza, abbinata sapientemente all’inositolo, possa ridurre sia i livelli di glucosio che quelli di insulina nella circolazione sanguigna. Da qui si può certamente dire che il glucomannano può essere usato con efficacia dalle donne che soffrono di sindrome dell’ovaio policistico e che hanno tra i loro sintomi quello  della insulino resistenza. Il glucomannano se assunto va fatto con criterio, in piccole quantità (fino ad un massimo di 5g al giorno) e sempre accompagnato da una corretta assunzione di liquidi. Cosa si intende con corretta assunzione di liquidi? Un consumo di almeno 2 litri di acqua al giorno. Questo è importante perché senza l’apporto adeguato di liquidi si potrebbe incorrere in un’ostruzione intestinale (ricordatevi che il glucomannano si gonfia nel vostro corpo). Questo fortunato estratto si può trovare sia puro che contenuto in altri prodotti alimentari fruibili anche nelle diete ipocaloriche o a basso impatto glicemico. Preparatevi perché alcuni di questi prodotti li abbiamo provati proprio per voi. A brevissimo news a riguardo, intanto, buon proseguimento  a tutte noi. &lt;3</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn1"></a>[1]De Leo V, et al. –Combination inositol and glucomannan in PCOS patients- Minerva Ginecol. 2014 Dec; 66(6):527-33</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title type="html"><![CDATA[Gli uomini possono avere la PCOS?]]></title>
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		<updated>2018-07-31T07:36:48Z</updated>
		<published>2018-07-31T07:36:48Z</published>
		<category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="PCOS" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="pcos" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="uomini" />		<summary type="html"><![CDATA[<p>Alcuni ricercatori credono che il “gene” della PCOS possa essere passato sia alle femmine che...</p>
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				<content type="html" xml:base="https://www.pcosnonseisola.com/2018/07/31/gli-uomini-possono-avere-la-pcos/"><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alcuni ricercatori credono che il “gene” della PCOS possa essere passato sia alle femmine che ai maschi. Per ovvie ragioni la PCOS risulta più difficilmente diagnosticabile in un uomo e questo in ragione del fatto che non hanno le ovaie e di conseguenza non hanno dei cicli mestruali da monitorare. Inoltre, quello che in una donna è considerato indubbiamente irsutismo, in un uomo spesso è considerata normale distribuzione della peluria. Ci sono tuttavia  dei sintomi che, se presenti insieme, possono configurare il classico quadro della PCOS. E questi sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>una bassa conta spermatica</li>
<li>un incrementato numero di follicoli piliferi</li>
<li>calvizie prematura</li>
<li>insulino resistenza</li>
<li>aumento di peso nell’area addominale</li>
<li>aumentato rischio di sviluppare il diabete o malattie cardiache</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Tutte queste informazioni sono speculative ma i segni che linkano la PCOS agli uomini<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> così come alle donne danno peso alla teoria che questa sindrome sia in un qualche modo ereditaria.</p>
<p style="text-align: justify;"> La sindrome dell’ovaio policistico risulta inoltre più comune nelle donne dell’Asia del sud rispetto alle donne caucasiche ma nessuno riesce a capire perché.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori stanno cercando di capire se uno specifico gene possa innescare la PCOS. Finora gli studi fatti sui geni che controllano la produzione di estrogeni e progesterone non hanno portato ad una risposta definitiva. Uno studio molto interessante condotto nel 1997<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> ha mostrato che nella PCOS un gene potrebbe essere coinvolto nel primo stadio di produzione del testosterone e potrebbe essere responsabile degli elevati livelli di questo ormone nelle donne affette dalla sindrome. È altresì possibile che questo gene interagisca in modo particolare con gli altri geni che poi condurranno alla PCOS.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro studio ha rivelato che c’è una connessione tra una specifica mutazione del gene che si “occupa” dell’insulina e la mancata ovulazione nelle donne affette dalla sindrome.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca nella genetica della PCOS continua. Perché se è vero che è stato scoperto che elevati livelli di AMH (ormone antimuelleriano) in gravidanza espongono il feto ad una futura sindrome dell’ovaio policistico, è vero che ci deve essere una predisposizione genetica, altrimenti non si spiegherebbe come mai ci sono famiglie in cui un’unica figlia è affetta da PCOS e magari la madre e la sorella no.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Duskova, M. et al., “What may be the markers of the male equivalent of polycystic ovary syndrome?’ Physiol Res. 2004; 53 (3): 287-94</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Frank, S. et al., ‘The genetic basis of polycystyc ovary syndrome’, Hum Reprod. 1997 Dec; 12 (12): 2641-8</p>
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		<author>
			<name>dott.ssa Roberta Rodà</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Cambiare nome alla PCOS]]></title>
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		<updated>2018-07-31T20:45:17Z</updated>
		<published>2018-07-24T07:06:27Z</published>
		<category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="PCOS" />		<summary type="html"><![CDATA[<p>Sono anni ormai che alcuni scienziati propongono di cambiare nome alla PCOS, le motivazioni sono...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pcosnonseisola.com/2018/07/24/cambiare-nome-alla-pcos/">Cambiare nome alla PCOS</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.pcosnonseisola.com">PCOS NonSeiSola®</a>.</p>
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				<content type="html" xml:base="https://www.pcosnonseisola.com/2018/07/24/cambiare-nome-alla-pcos/"><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono anni ormai che alcuni scienziati propongono di cambiare nome alla PCOS, le motivazioni sono piuttosto semplici. Sindrome dell’ovaio policistico non rispecchia affatto questa condizione. Dal nome arriva un messaggio sbagliato, o comunque facilmente travisabile. Una donna affetta da questa sindrome non presenta delle cisti sulle ovaie, almeno non sempre. Sono stati suggeriti diversi nomi: sindrome polifollicolare, sindrome dismetabolica dell’ovaio, sindrome O, ovaie cistiche, iperandrogenismo funzionale, sindrome di Stein-Leventhal o ancora sindrome dell’anovulazione cronica. A mio modesto avviso si sta perdendo un sacco di tempo. È davvero importante il nome che diamo a questa condizione? Credo di no. La parte più importante non sta in una sigla o in cambio di denominazione. La cosa più importante è poterla riconoscere, accettare e trattarne i sintomi per migliorare la qualità della vita delle donne affette dalla sindrome dell’ovaio policistico.</p>
<p style="text-align: justify;">È fondamentale chiarire che una donna può avere l’ovaio policistico (PCO) senza avere la sindrome dell’ovaio  policistico. I dati raccolti ci segnalano dati molto interessanti. Circa il 20-30% delle donne in età riproduttiva presentano delle cisti ovariche, ma meno della metà di queste sono affette dalla sindrome. <a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a></p>
<p style="text-align: justify;">Gli esperti hanno tuttavia evidenziato che queste donne sono predisposte a sviluppare la sindrome dell’ovaio policistico, riescono a non farlo grazie al loro stile di vita, al loro modo di alimentarsi e grazie al fatto che si dedicano a svolgere dell’esercizio fisico in modo regolare. Se il loro stile di vita cambiasse è altamente probabile che comparirebbero anche altri sintomi riconducibili alla PCOS, con un incrementato rischio di contrarre il diabete e patologie cardiache.</p>
<p style="text-align: justify;">Se tutto questo è vero, è vero anche il contrario. Ci sono donne affette da PCOS che all’ecografia pelvica presentano delle ovaie pulite e non ingrossate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-342" src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-300x300.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-150x150.jpg 150w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-768x768.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-200x200.jpg 200w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-500x500.jpg 500w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-970x970.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-600x600.jpg 600w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-100x100.jpg 100w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Ng, E. et al., ‘Are there diffences in ultrasound parameters between Chinese women with polycystic ovaries only and with polycystic ovary sindrome?’, Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol. 2005 Sep 1</p>
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		<author>
			<name>dott.ssa Roberta Rodà</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Ciclo mestruale e PCOS]]></title>
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		<updated>2018-07-31T20:46:50Z</updated>
		<published>2018-07-17T06:49:01Z</published>
		<category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="Fertilità" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="ormoni" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="PCOS" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="Senza categoria" />		<summary type="html"><![CDATA[<p>Vi ricordate che nell’articolo precedente abbiamo parlato di ciclo mestruale “normale”? Oggi parleremo del tanto...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pcosnonseisola.com/2018/07/17/ciclo-mestruale-e-pcos/">Ciclo mestruale e PCOS</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.pcosnonseisola.com">PCOS NonSeiSola®</a>.</p>
]]></summary>
				<content type="html" xml:base="https://www.pcosnonseisola.com/2018/07/17/ciclo-mestruale-e-pcos/"><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vi ricordate che nell’articolo precedente abbiamo parlato di ciclo mestruale “normale”? Oggi parleremo del tanto discusso (almeno sul nostro gruppo) ciclo mestruale di una donna affetta da PCOS. Con la PCOS i livelli di LH (ormone luteinizzante) spesso sono più alti dei livelli di FSH (ormone follicolo-stimolante). La differenza con il ciclo di una donna senza PCOS è proprio questa, il maggiore livello di LH. Nel nostro caso i livelli di LH rimangono spesso costanti. Cosa significa in concreto? Che l’ovulazione spesso non avviene e i nostri cicli sono piuttosto irregolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa irregolarità si manifesta nella prima parte del ciclo, quel lasso di tempo che intercorre tra la mestruazione e l’ovulazione. Quella parte infatti non ha una durata precisa e può variare da circa 14 giorni ad un tempo indeterminato. Proprio per questo motivo le donne affette da PCOS possono avere cicli lunghissimi. Io stessa ho avuto un ciclo lungo oltre i 300 giorni. Solitamente quando ci si trova di fronte ad amenorree così importanti è meglio rivolgersi al proprio ginecologo che ci verrà in aiuto somministrandoci del progesterone per poter mestruare. Se anche con l’aiuto del progesterone verranno a mancare le mestruazioni allora ci troveremo di fronte ad un problema un po’ più complicato ovvero la possibilità di un deficit di estrogeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma torniamo a ciò che più ci interessa: l’ovulazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché questa avvenga  è necessario che ci sia il picco di LH, e in caso di PCOS questo è più difficile per via dell’iperpresenza di questo ormone.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, le donne che cercano di tenere traccia dei loro cicli, potranno avere difficoltà a farlo se si affideranno solo agli stick ovulatori. Come abbiamo già detto, spesso questi oggetti rilevano l’ormone luteinizzante, ma le donne affette da PCOS potranno avere dei falsi positivi, oppure, peggio ancora, potranno avere due lineette sempre presenti anziché una sola nei momenti di non ovulazione. Quando mi viene chiesto un parere a riguardo, consiglio sempre di usare un metodo più completo per il monitoraggio del ciclo. Quindi sì agli stick di ovulazione ma solo se abbinati a controllo della temperatura basale, del muco fertile e magari anche ad un controllo ecografico che potrà darci conferma che l’ovulazione stessa sia avvenuta.</p>
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		<author>
			<name>dott.ssa Roberta Rodà</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Un normale ciclo mestruale]]></title>
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		<updated>2018-07-10T10:45:43Z</updated>
		<published>2018-07-10T10:45:43Z</published>
		<category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="Fertilità" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="ormoni" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="PCOS" /><category scheme="https://www.pcosnonseisola.com" term="Salute" />		<summary type="html"><![CDATA[<p>La lunghezza di un ciclo mestruale “normale” può variare da 21 fino a 40 giorni....</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pcosnonseisola.com/2018/07/10/un-normale-ciclo-mestruale/">Un normale ciclo mestruale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.pcosnonseisola.com">PCOS NonSeiSola®</a>.</p>
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				<content type="html" xml:base="https://www.pcosnonseisola.com/2018/07/10/un-normale-ciclo-mestruale/"><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La lunghezza di un ciclo mestruale “normale” può variare da 21 fino a 40 giorni. La lunghezza è calcolata iniziando a contare come giorno 1 il primo giorno in cui inizia il sanguinamento fino ad arrivare all’ultimo giorno prima delle successive mestruazioni. La media delle donne prese in esame ha portato al risultato di un ciclo “normale” di circa 28 giorni, anche se poi questo si è dimostrato vero solo per una donna su dieci.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi: un normale ciclo mestruale dura 28 giorni, la prima metà del ciclo è chiamata fase follicolare, inizia con le mestruazioni e dura circa 14 giorni. Durante questa fase l’ipofisi rilascia bassi livelli di FSH (ormone follicolo stimolante) per stimolare i follicoli nelle ovaie a far maturare gli ovociti e produrre estrogeni, che causano l’ispessimento dell’endometrio di modo da essere pronto per un’eventuale gravidanza. Quando i livelli di estrogeni sono abbastanza alti, l’ipofisi produce una gran quantità di LH (ormone luteinizzante) e il follicolo che precedentemente era divenuto dominante scoppierà, rilasciando l’ovetto (o gli ovetti) nelle tube di Falloppio per poi raggiungere l’utero.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa super produzione di LH è chiamata anche picco LH e solitamente è l’ormone che si ricerca nell’urina tramite gli stick ovulatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l’ovulazione c’è una fase che si chiama fase luteale.  In questo momento del ciclo quello che prima era il follicolo contenente l’ovetto e che durante l’ovulazione è scoppiato, è adesso un ammasso di cellule che si chiama corpo luteo e che va a formare una specie di cisti. Il corpo luteo a questo punto inizierà a produrre un ormone chiamato progesterone. Questo ormone causa l’ispessimento dell’endometrio di modo che lo stesso sia prono ad accogliere, eventualmente, un ovulo fecondato. Il progesterone quindi è l’ormone che permette di creare l’ambiente ideale per far sì che l’ovulo fecondato si possa impiantare. Se un ovulo fecondato arriverà nell’utero, si potrà impiantare per dar così il via ad una gravidanza,  il corpo luteo in questo caso continuerà a crescere per nutrire l’embrione e proteggere la stessa gravidanza. Se nessun ovulo fecondato arriverà a destinazione, dopo circa 14 giorni dall’ovulazione (questo tempo può variare da un minimo di 5 giorni fino ad un massimo di 17 giorni) il corpo luteo smetterà di produrre progesterone ed estrogeni. L’ispessimento dell’endometrio si interromperà e la donna avrà le mestruazioni. Ci sarà quindi un reset ormonale che darà il via ad un nuovo ciclo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-medium wp-image-332" src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-300x300.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-100x100.jpg 100w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-600x600.jpg 600w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-150x150.jpg 150w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-768x768.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-200x200.jpg 200w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-500x500.jpg 500w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-970x970.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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