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	<title>Salute &#8211; PCOS NonSeiSola®</title>
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	<title>Salute &#8211; PCOS NonSeiSola®</title>
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		<title>La posta della dott.ssa ViDa: Marina</title>
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				<pubDate>Tue, 07 May 2019 07:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BenEssere]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[postadottssavida]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Buongiorno, vorrei chiedere gentilmente alla nutrizionista Vida se il dolcificante Ristora light è un buon sostituto...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Buongiorno, <br>vorrei chiedere gentilmente alla nutrizionista Vida se il dolcificante Ristora light è un buon sostituto dello zucchero da mettere nel caffè (2volte al giorno) e se i latticini vanno esclusi tutti o qualcuno è possibile assumerlo.<br>Ultima curiosità: ho letto che il latte favorisce in qualche modo la fertilità ed il concepimento, ma noi con PCOS non possiamo assumere latticini. Non conviene assumerne neppure una dose minima?<br>Mi scuso per le mille domande, ma è da un anno che provo ad avere un figlio e non ci riesco. Seguo un&#8217;alimentazione pulita e regolare attività fisica. Ovulo regolarmente nonostante la PCOS eppure&#8230;non so che altro fare!<br>Buona giornata! Marina</em></p>



<p></p>



<p>Cara Marina, innanzitutto grazie per avermi scritto! Le domande che mi hai posto sono molto interessanti per cui partiamo dalla scelta del dolcificante. “Ristora light” è un dolcificante che io definisco “misto” ovvero composto da saccarosio (il comune zucchero) e due dolcificanti artificiali (sodio ciclamato e acesulfame k). Ci tengo a sottolineare che alcuni studi hanno confermato che il ciclamato potrebbe causare il cancro alla vescica (per il momento dimostrato solo sui ratti), difatti negli USA è stato ritirato dal commercio. Entrambi sono sconsigliati in gravidanza per cui è bene cercare dei sostituti certamente più salutari. Premesso che l’uso dei dolcificanti per risparmiare calorie è quasi illusorio, sarebbe opportuno comunque ridurne al minimo l’impiego, soprattutto per la presenza di zuccheri nascosti in altri alimenti! Detto ciò, ti consiglio di rimanere su dolcificanti naturali come l’eritritolo che ha un indice glicemico pari a zero ed un bassissimo indice insulinemico oppure la stevia pura che oltre ad avere ovviamente anch’essa un basso indice glicemico migliora la digestione, riduce l’appetito ed ha un forte potere dolcificante.</p>



<p>Per quanto riguarda il secondo quesito il latte/latticini pur avendo un basso indice glicemico hanno un alto indice insulinemico, inoltre aumentano le concentrazioni di GH, leucina e il fattore di crescita insulino-simile peggiorando lo status ormonale. Quindi nel caso di una paziente con la PCOS, come te, direi che il consumo di latte/latticini va distribuito in massimo 2 porzioni a settimana, preferibilmente il parmigiano reggiano super stagionato (non meno di 36 mesi) e/o il formaggio caprino. Spero di esserti stata utile! Un abbraccio. Dott.ssa Vida</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453.jpg" alt="" class="wp-image-374" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453.jpg 1024w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-150x150.jpg 150w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-300x300.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-768x768.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-200x200.jpg 200w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-500x500.jpg 500w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-970x970.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-600x600.jpg 600w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2019/05/IMG_4453-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Glucomannano e PCOS: può essere d&#8217;aiuto?</title>
		<link>https://www.pcosnonseisola.com/2019/01/15/glucomannanoepcos/</link>
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				<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 09:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[PCOS]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il glucomannano è un polisaccaride ad alto peso molecolare formato dalla concentrazione di piccolissime quantità...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il glucomannano è un polisaccaride ad alto peso molecolare formato dalla concentrazione di piccolissime quantità di glucosio e mannosio (che è uno zucchero diffuso nei polimeri vegetali). Solitamente si usa questa sostanza in cucina, come gelificante. Viene estratto dal tubero della pianta Amorphophallus konjac. La cosa interessante è che si è notato che l’estratto di konjac favorisce il dimagrimento. Come? Molto semplice, questa fibra è capace di attirare grandi quantità di acqua. Così facendo aumenta il suo volume fino a 100 volte, di conseguenza nel corpo umano crea una soddisfacente sensazione di sazietà. Sulla carta sembra un valido aiuto anche abbinato ad un regime alimentare adatto a perdere peso. Come sapete personalmente noi di PCOSNonSeiSola siamo più interessati alle donne affette da PCOS rispetto alle donne non affette, quindi quello che abbiamo fatto è stato cercare di capire se il glucomannano fosse un qualcosa in più per meglio gestire i sintomi creati da questa nostra antipatica sindrome. Un recente studio italiano<a name="_ftnref1"></a>[1] ha evidenziato che questa sostanza, abbinata sapientemente all’inositolo, possa ridurre sia i livelli di glucosio che quelli di insulina nella circolazione sanguigna. Da qui si può certamente dire che il glucomannano può essere usato con efficacia dalle donne che soffrono di sindrome dell’ovaio policistico e che hanno tra i loro sintomi quello  della insulino resistenza. Il glucomannano se assunto va fatto con criterio, in piccole quantità (fino ad un massimo di 5g al giorno) e sempre accompagnato da una corretta assunzione di liquidi. Cosa si intende con corretta assunzione di liquidi? Un consumo di almeno 2 litri di acqua al giorno. Questo è importante perché senza l’apporto adeguato di liquidi si potrebbe incorrere in un’ostruzione intestinale (ricordatevi che il glucomannano si gonfia nel vostro corpo). Questo fortunato estratto si può trovare sia puro che contenuto in altri prodotti alimentari fruibili anche nelle diete ipocaloriche o a basso impatto glicemico. Preparatevi perché alcuni di questi prodotti li abbiamo provati proprio per voi. A brevissimo news a riguardo, intanto, buon proseguimento  a tutte noi. &lt;3</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn1"></a>[1]De Leo V, et al. –Combination inositol and glucomannan in PCOS patients- Minerva Ginecol. 2014 Dec; 66(6):527-33</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un normale ciclo mestruale</title>
		<link>https://www.pcosnonseisola.com/2018/07/10/un-normale-ciclo-mestruale/</link>
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				<pubDate>Tue, 10 Jul 2018 10:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fertilità]]></category>
		<category><![CDATA[ormoni]]></category>
		<category><![CDATA[PCOS]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La lunghezza di un ciclo mestruale “normale” può variare da 21 fino a 40 giorni....</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La lunghezza di un ciclo mestruale “normale” può variare da 21 fino a 40 giorni. La lunghezza è calcolata iniziando a contare come giorno 1 il primo giorno in cui inizia il sanguinamento fino ad arrivare all’ultimo giorno prima delle successive mestruazioni. La media delle donne prese in esame ha portato al risultato di un ciclo “normale” di circa 28 giorni, anche se poi questo si è dimostrato vero solo per una donna su dieci.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi: un normale ciclo mestruale dura 28 giorni, la prima metà del ciclo è chiamata fase follicolare, inizia con le mestruazioni e dura circa 14 giorni. Durante questa fase l’ipofisi rilascia bassi livelli di FSH (ormone follicolo stimolante) per stimolare i follicoli nelle ovaie a far maturare gli ovociti e produrre estrogeni, che causano l’ispessimento dell’endometrio di modo da essere pronto per un’eventuale gravidanza. Quando i livelli di estrogeni sono abbastanza alti, l’ipofisi produce una gran quantità di LH (ormone luteinizzante) e il follicolo che precedentemente era divenuto dominante scoppierà, rilasciando l’ovetto (o gli ovetti) nelle tube di Falloppio per poi raggiungere l’utero.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa super produzione di LH è chiamata anche picco LH e solitamente è l’ormone che si ricerca nell’urina tramite gli stick ovulatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l’ovulazione c’è una fase che si chiama fase luteale.  In questo momento del ciclo quello che prima era il follicolo contenente l’ovetto e che durante l’ovulazione è scoppiato, è adesso un ammasso di cellule che si chiama corpo luteo e che va a formare una specie di cisti. Il corpo luteo a questo punto inizierà a produrre un ormone chiamato progesterone. Questo ormone causa l’ispessimento dell’endometrio di modo che lo stesso sia prono ad accogliere, eventualmente, un ovulo fecondato. Il progesterone quindi è l’ormone che permette di creare l’ambiente ideale per far sì che l’ovulo fecondato si possa impiantare. Se un ovulo fecondato arriverà nell’utero, si potrà impiantare per dar così il via ad una gravidanza,  il corpo luteo in questo caso continuerà a crescere per nutrire l’embrione e proteggere la stessa gravidanza. Se nessun ovulo fecondato arriverà a destinazione, dopo circa 14 giorni dall’ovulazione (questo tempo può variare da un minimo di 5 giorni fino ad un massimo di 17 giorni) il corpo luteo smetterà di produrre progesterone ed estrogeni. L’ispessimento dell’endometrio si interromperà e la donna avrà le mestruazioni. Ci sarà quindi un reset ormonale che darà il via ad un nuovo ciclo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-medium wp-image-332" src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-300x300.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-100x100.jpg 100w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-600x600.jpg 600w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-150x150.jpg 150w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-768x768.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-200x200.jpg 200w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-500x500.jpg 500w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-970x970.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>SCOPERTA (FINALMENTE!)  LA CAUSA DELLA PCOS</title>
		<link>https://www.pcosnonseisola.com/2018/06/26/scoperta-finalmente-la-causa-della-pcos/</link>
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				<pubDate>Tue, 26 Jun 2018 12:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[PCOS]]></category>
		<category><![CDATA[PMA]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Già da tempo, circa dal 2005, si sospettava che la PCOS venisse in qualche modo...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Già da tempo, circa dal 2005, si sospettava che la PCOS venisse in qualche modo innescata nel feto già durante la gravidanza. Adesso, grazie a Paolo Giacobini (<a href="http://hypothalamus.eu/giacobini/">http://hypothalamus.eu/giacobini/</a>) ed ai suoi colleghi del French National Institute of Health and Medicine ne abbiamo la prova ultima.</p>
<p>Pare dunque che la sindrome dell’ovaio policistico sia causata dall’esposizione a livelli troppo alti di un ormone, l’ormone antimuelleriano. Molte di noi conoscono già questo nome. Spesso ci viene dosato prima di iniziare una qualunque cura o trattamento per la fertilità.</p>
<p>Nel nostro gruppo Facebook e anche in quello PMA è piuttosto comune che una nostra utente condivida i risultati delle sue analisi del sangue. Avete mai fatto caso ai nostri valori di AMH (appunto ormone antimuelleriano)? Se non lo avete fatto, ve lo facciamo notare noi. I nostri livelli di questo ormone sono molto più alti della norma, di circa il 30%.</p>
<p>Quando io stessa mi sono sottoposta a questo esame del sangue ed ho ottenuto un risultato piuttosto alto mi sono sentita rincuorata. Spesso questo ormone viene usato come ago della bilancia per definire il grado di fertilità di una donna insieme ad altri pochi parametri. Nel gergo della PMA (procreazione medicalmente assistita) avere un valore di AMH elevato significa avere un’ottima riserva ovarica. O almeno questa è la credenza comune. In realtà pare che significhi ben altro. Oltre ad essere quasi certamente sinonimo di PCOS potrebbe essere anche sinonimo di difficoltà di concepimento. Proprio per questo motivo si è osservato che le donne affette da sindrome dell’ovaio policistico riescono a rimanere incinte più facilmente dopo i 30 anni, quando, finalmente, il valore di questo ormone inizia a calare.</p>
<p>Gli studi finora condotti hanno portato alla scoperta che un farmaco solitamente usato durante le stimolazioni ormonali, il cetrorelix acetato (un antagonista del GnRH selettivo delle gonadotropine), possa combattere la PCOS fino a farla sparire. Questi studi sono stati condotti su dei topolini da laboratorio e si spera che presto (entro la fine di quest’anno) potranno essere condotti anche quelli sulle donne.</p>
<p>Se però è vero quanto appena confermato dai recenti studi del dott. Giacobini e la PCOS viene innescata nell’utero materno, questo cosa significa per quelle di noi che rimangono incinte ed aspettano una bambina? Che le nostre figlie, così come noi, saranno affette da sindrome dell’ovaio policistico? Pare proprio di sì. Ma questo solo il tempo potrà confermarcelo. Nel mentre restiamo in attesa di nuovi riscontri e certezze da parte della scienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-321" src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-300x300.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-100x100.jpg 100w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-600x600.jpg 600w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-150x150.jpg 150w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-768x768.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-200x200.jpg 200w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-500x500.jpg 500w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-970x970.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>&#8220;Fare sport è una fatica senza fatica&#8221; G. D&#8217;Annunzio</title>
		<link>https://www.pcosnonseisola.com/2018/01/25/fare-sport-e-una-fatica-senza-fatica-g-dannunzio/</link>
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				<pubDate>Thu, 25 Jan 2018 08:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BenEssere]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Ogni giorno siamo letteralmente travolte da servizi che ci dicono quanto l’attività fisica sia indispensabile...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni giorno siamo letteralmente travolte da servizi che ci dicono quanto l’attività fisica sia indispensabile per il nostro benessere psico-fisico: “bevi molta acqua, mangia sano e in modo responsabile, fai sport”. Questo vale per tutti, donne, bambini, anziani, più il nostro corpo sta bene e più ogni aspetto della nostra vita ne trarrà beneficio.</p>
<p>Il 60-80% delle donne affette da PCOS è sovrappeso e numerosi studi hanno indicato che l’attività fisica regolare per coloro che ne sono affette non aiuta solo a dimagrire ma anche a ripristinare l’ovulazione ed a regolarizzare i cicli mestruali. Voi forse starete pensando: “ecco, oltre agli sbalzi ormonali, l’irregolarità dei cicli mestruali, alimentazione sana e specifica, una serie di fastidiosi e invalidanti sintomi, i farmaci… anche l’attività fisica per tenere sotto controllo il mio peso?”. La nostra mente funziona in modo complesso, quando ci viene imposto qualcosa, ecco che proveremo riluttanza e fastidio nel doverla fare.</p>
<p>Tutto parte della nostra percezione di una malattia o di un disagio, da come ci approcciamo ad essa ed a tutte le emozioni che ne derivano. La PCOS non produce solo sintomi fisici e metabolici ma, a causa dei livelli ormonali disfunzionali, anche conseguenze sul piano emotivo. Ecco che l’attività fisica acquisisce improvvisamente un’importanza che prima non avevamo considerato. Fare regolarmente sport come ad esempio andare a correre o fare una camminata veloce due o tre volte alla settimana avrà delle conseguenze positivamente devastanti in primo luogo sul vostro corpo e in secondo luogo sulla vostra mente. Come prima cosa migliorerà il tono dell’umore; quando pratichi attività fisica il tuo cervello rilascia endorfine, un particolare ormone che agisce in modo simile ad un antidepressivo e fa sentire più tranquille e rilassate. Questo innesca un circolo vizioso positivo: il vostro corpo starà meglio, sarete più in forze, la vostra mente sarà più lucida, potrete affrontare meglio le difficoltà quotidiane e la visione che avete della malattia e, udite udite, perderete anche peso. Un altro punto a favore dello sport è la sua facoltà di ridurre lo stress e l’ansia, recenti studi indicano come le donne affette da PCOS sono più portate a sviluppare ansia e depressione rispetto a donne senza questa sindrome. Quando il tono dell’umore è basso, sarai portata a vedere solo ed esclusivamente gli aspetti negativi della tua vita senza vederne le possibilità e senza avere l’energia mentale e fisica giusta per affrontare le giornate, compresa la tua percezione della malattia e dei sintomi. Voglio sottolineare quanto lo sport sia un coadiuvante, come detto prima, del buon umore: ti farà sentire meglio con te stessa, aumenterà la tua autostima, ti darà chiarezza mentale. L’importante è che tu faccia dell’attività fisica; nel caso specifico della PCOS, è stato dimostrato come l’attività aerobica e l’aumento di forza muscolare fornisce protezione contro l’insulino-resistenza. Non importa quale sport tu decida di praticare: yoga, camminata in mezzo alla natura, una corsa, fit-boxe, bicicletta… tutto ciò che è in grado di attivarti corpo e mente andrà bene. La cosa importante è che tu abbia sempre in mente di rivolgerti ad un personal trainer qualificato che conosca gli effetti dello sport sulla PCOS: non fare di testa tua ma rivolgiti sempre ad un professionista. Scegli con cura, non avere fretta e non vederlo come un’imposizione, sarebbe importante anche se non fossi obbligata a farlo! Scegli la tua musica preferita, allaccia le scarpe da ginnastica, non importa se all’inizio tenderai a guardarti intorno e a fare paragoni, siamo dei meravigliosi essere imperfetti e va bene così, vedilo come un tempo speciale che è solo tuo, lontano dal lavoro, dalla famiglia, dagli stress&#8230; sei tu e solo tu, il tuo sport, il tuo tempo, il tuo benessere.</p>
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<p><img class="alignnone size-medium wp-image-293" src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/running-jumping-sports-shoes-fitness-health-success-betterment-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/running-jumping-sports-shoes-fitness-health-success-betterment-300x200.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/running-jumping-sports-shoes-fitness-health-success-betterment-600x400.jpg 600w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/running-jumping-sports-shoes-fitness-health-success-betterment-768x512.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/running-jumping-sports-shoes-fitness-health-success-betterment-1024x683.jpg 1024w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/running-jumping-sports-shoes-fitness-health-success-betterment-970x647.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/running-jumping-sports-shoes-fitness-health-success-betterment-500x333.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di Valentina Candela, psicologa.</p>
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		<item>
		<title>COME VIENE DIAGNOSTICATA LA SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO?</title>
		<link>https://www.pcosnonseisola.com/2018/01/18/come-viene-diagnosticata-la-sindrome-dellovaio-policistico/</link>
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				<pubDate>Thu, 18 Jan 2018 08:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[pcos]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La diagnosi di PCOS può essere fatta quando almeno due dei seguenti criteri saltano all’occhio...</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>La diagnosi di PCOS può essere fatta quando almeno due dei seguenti criteri saltano all’occhio del medico:</p>
<ul>
<li>Le ovaie risultano policistiche in quanto sono presenti 12 o più “cisti” (follicoli ingrossati e pieni di liquido) oppure una o entrambe le ovaie risultano ingrossate rispetto alle normali dimensioni.</li>
<li>Sono presenti alti livelli di ormoni maschili nella circolazione sanguigna (androgeni) oppure ci sono sintomi che suggeriscono la presenza di questi stessi ormoni, come ad esempio l’eccesso di peli soprattutto in zone in cui solitamente non sono presenti nella donna (mento, collo, petto) oppure ancora la presenza di acne persistente.</li>
<li>Sono presenti delle disfunzioni mestruali come ad esempio irregolarità dei cicli mestruali, assenza di ovulazione.</li>
</ul>
<p>Se viene confermata la presenza di almeno due di questi criteri allora alla donna potrà essere diagnosticata la PCOS anche se vi è regolarità nell’arrivo delle mestruazioni o i livelli di androgeni risultano nei range della normalità per una donna adulta. La rosa dei sintomi della PCOS sfortunatamente è molto ampia quindi ogni donna può sperimentare sintomi differenti rispetto ad un’altra donna con la stessa sindrome.</p>
<p>Se hai il sospetto di essere affetta dalla sindrome dell’ovaio policistico il primo consiglio sensato che ti si può dare è quello di prenotare una visita dal tuo medico di base. Dopo aver parlato con lui ti verrà consigliato di prenotare una visita dal ginecologo anche se sarebbe meglio trovare un ginecologo che collabori con un endocrinologo in quanto, anche se la PCOS viene spesso considerata una patologia che dovrebbe trattare un medico specializzato in ginecologia, in realtà è un disturbo endocrino che dà sintomi ginecologici quindi trovare due professionisti che collaborano tra loro sarebbe l’ideale.</p>
<p>Per ricevere la diagnosi di PCOS dovrebbero essere considerati alcuni aspetti importanti della tua persona. Innanzitutto va valutata la tua storia medica, vanno presi in considerazione i tuoi sintomi, la tua altezza, il tuo peso e il tuo BMI (indice di massa corporea). Successivamente (ma non necessariamente in quest’ordine) ci si può sottoporre ad un’ecografia per valutare utero ed ovaie. Se la donna che si sottoporrà al test è sessualmente attiva verrà sottoposta ad un’ecografia transvaginale, per la quale viene utilizzata una sonda che viene inserita in vagina. Diversamente se la paziente non ha mai avuto rapporti sessuali completi, verrà sottoposta ad un’ecografia pelvica transaddominale. Alla donna verranno poi proposti una serie di esami del sangue da eseguire tra cui:</p>
<ul>
<li>SHBG</li>
<li>FAI (Free Androgen Index)</li>
<li>DHEAS</li>
<li>17 -beta estradiolo</li>
<li>FSH</li>
<li>LH</li>
<li>TSH</li>
<li>Progesterone</li>
</ul>
<p>Tutti questi esami vanno fatti in specifici momenti del ciclo mestruale (periodo che intercorre tra una mestruazione e l’altra) ed alcuni di essi vanno ripetuti sia in fase follicolare che in fase luteale. Potrebbe esservi consigliato anche di sottoporvi ad un esame che valuti la vostra resistenza all’insulina e la vostra glicemia. Con questo insieme di dati si potrà avere una fotografia sufficientemente ampia della vostra salute in relazione ad una possibile diagnosi di sindrome dell’ovaio policistico.</p>
<p>Cosa succede però se la donna che si deve sottoporre a queste analisi è molto giovane? Ad esempio un’adolescente quindi in pieno sviluppo? In questo caso sarebbe meglio cercare di tardare la diagnosi quanto più possibile. Infatti durante l’adolescenza può essere normale avere cicli ballerini e sbalzi ormonali.</p>
<p>Una donna che assume la pillola anticoncezionale può essere sottoposta alle analisi ed ai test per valutare la presenza/assenza della sindrome dell’ovaio policistico? Dal nostro punto di vista no. In caso di assunzione di contraccettivi ormonali sarà il caso di interromperli prima di sottoporsi a qualunque tipo di test correlato alla PCOS.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-290" src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/B4F62080-34BA-4C51-ADC6-401CA7C0B5F2find_a_doctor_near_me-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/B4F62080-34BA-4C51-ADC6-401CA7C0B5F2find_a_doctor_near_me-300x185.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/B4F62080-34BA-4C51-ADC6-401CA7C0B5F2find_a_doctor_near_me-600x371.jpg 600w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/B4F62080-34BA-4C51-ADC6-401CA7C0B5F2find_a_doctor_near_me.jpg 728w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Le 10 cose che una donna affetta da PCOS è stufa di spiegare:</title>
		<link>https://www.pcosnonseisola.com/2018/01/03/le-10-cose-che-una-donna-affetta-da-pcos-e-stufa-di-spiegare/</link>
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				<pubDate>Wed, 03 Jan 2018 12:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[PCOS]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[acne]]></category>
		<category><![CDATA[insulina]]></category>
		<category><![CDATA[ovaie]]></category>
		<category><![CDATA[pcos]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Che cos’è la PCOS? PCOS è la sigla abbreviativa che sta per sindrome dell’ovaio policistico....</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<ol>
<li>Che cos’è la PCOS? PCOS è la sigla abbreviativa che sta per sindrome dell’ovaio policistico. Questa sindrome è un disturbo metabolico-endocrino che può includere sintomi quali: alti livelli di testosterone nel sangue, mestruazioni irregolari o assenti, difficoltà a concepire, eccesso di peso corporeo, difficoltà nella gestione dell’insulina.</li>
<li>Hai solo delle mestruazioni dolorose, perché ti lamenti? Non si tratta SOLO di questo. A parte che le mestruazioni possono essere del tutto assenti in chi deve affrontare questa sindrome, ci sono anche donne che hanno a che fare con mestruazioni molto dolorose e/o abbondanti che possono durare settimane o addirittura mesi.</li>
<li>Perché hai difficoltà a concepire? La PCOS è una delle prime cause nei disturbi del ciclo e di conseguenza dell’ovulazione. Spesso c’è un’incidenza maggiore di cicli anovulatori perché il corpo fa più fatica ad avere una sua regolarità che si avvicina alla normalità dei 28-30gg. Questa “fatica” si concretizza appunto in un’ovulazione più sporadica o addirittura assente che impedisce di raggiungere lo scopo del concepimento.</li>
<li>Quindi hai il diabete? No, non ho necessariamente il diabete. Può capitare che una donna affetta da PCOS assuma la metformina, che è un farmaco soggetto a prescrizione medica per diabetici, per aiutare il suo corpo a ridurre i livelli di insulina in circolazione. Fatto sta che assumere farmaci specifici per la riduzione dei livelli di insulina non si traduce automaticamente nell’avere il diabete.</li>
<li>Perché non perdi semplicemente peso? Perdere peso e avere la PCOS è fattibile, ma non è così semplice. La colpa è imputabile agli ormoni e all’insulina nello specifico. E’ importante seguire una dieta bilanciata e adatta a chi ha questa sindrome, assolutamente da evitare è il fai da te.</li>
<li>Come mai sei così pelosa? Ahhh, grazie per avermelo fatto notare ed avermi fatta sentire come se fossi una specie di bestia. La causa di tutti questi peli è indubbiamente l’eccesso di testosterone. Nelle donne affette da PCOS spesso vi è una concentrazione di peli in punti del corpo tipicamente maschili come mento, collo, seno, schiena e ovviamente tutto il resto del corpo.</li>
<li>Ma sei incinta? Hai una pancia enorme…No, non sono incinta. Spesso una donna affetta dalla sindrome dell’ovaio policistico tende ad accumulare il grasso corporeo proprio intorno all’addome e questo a volte può farla apparire come se fosse in dolce attesa, anche per questo possiamo imputare la colpa all’insulina e agli altri ormoni.</li>
<li>Perché non usi le extension o direttamente una parrucca? L’eccesso di testosterone nella circolazione sanguigna può causare problemi come la perdita dei capelli, l’assottigliamento degli stessi oppure una stempiatura dalla forma tipicamente maschile. Questo è un grosso problema di immagine per la donna che a volte può sentirsi a disagio o meno femminile per via di questo sintomo. E di sicuro non è un problema che si può risolvere con extension o parrucche.</li>
<li>Non puoi andare a farti una pulizia del viso, sei piena di brufoli e punti neri. Wow, grazie mille per la tua sensibilità e per il tuo occhio fino, da sola non me ne sarei mai accorta. Purtroppo l’acne in età adulta deriva da uno squilibrio ormonale, quindi andare a fare una pulizia del viso potrebbe non solo non migliorare la situazione, ma addirittura peggiorarla.</li>
<li>Ti devi rilassare, vedrai che andrà meglio. Ehm…no, non è così. La PCOS se non trattata non migliora e anzi, i sintomi possono peggiorare al punto da far sviluppare malattie serie come il diabete di tipo 2, problemi cardiaci e magari anche una sindrome metabolica più seria. Il minimo che si possa fare è seguire uno stile di vita sano che comprenda un’alimentazione adatta e del movimento specifico.</li>
</ol>
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<p><img class="alignnone size-full wp-image-286" src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/le_emoji_perdute_21-223x223.png" alt="" width="223" height="223" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/le_emoji_perdute_21-223x223.png 223w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/le_emoji_perdute_21-223x223-100x100.png 100w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/le_emoji_perdute_21-223x223-150x150.png 150w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/01/le_emoji_perdute_21-223x223-200x200.png 200w" sizes="(max-width: 223px) 100vw, 223px" /></p>
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		<title>Voglia di qualcosa in particolare?</title>
		<link>https://www.pcosnonseisola.com/2017/02/05/voglia-di-qualcosa-in-particolare/</link>
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				<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 19:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BenEssere]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pcosnonseisola.com/2017/02/05/voglia-di-qualcosa-in-particolare/">Voglia di qualcosa in particolare?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.pcosnonseisola.com">PCOS NonSeiSola®</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><img class=" wp-image-248 aligncenter" src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2017/01/965506_438754882921145_776148213_o-300x192.jpg" alt="" width="687" height="440" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2017/01/965506_438754882921145_776148213_o-300x192.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2017/01/965506_438754882921145_776148213_o-600x385.jpg 600w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2017/01/965506_438754882921145_776148213_o-768x493.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2017/01/965506_438754882921145_776148213_o-1024x657.jpg 1024w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2017/01/965506_438754882921145_776148213_o-224x144.jpg 224w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2017/01/965506_438754882921145_776148213_o-970x622.jpg 970w" sizes="(max-width: 687px) 100vw, 687px" /></p>
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		<title>Progesterone usato nella PCOS e diminuita incidenza di gravidanza</title>
		<link>https://www.pcosnonseisola.com/2017/02/03/il-trattamento-con-progesterone-nelle-donne-con-pcos-potrebbe-ridurre-le-chances-di-gravidanza/</link>
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				<pubDate>Fri, 03 Feb 2017 19:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fertilità]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Un recente studio del NICHD (EUNICE KENNEDY SCHRIVER National Institute of Child Health and Human...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Un recente studio del NICHD (EUNICE KENNEDY SCHRIVER National Institute of Child Health and Human Development) potrebbe rivoluzionare il trattamento della policistosi ovarica. Molto spesso le donne affette da questa sindrome hanno cicli mestruali irregolari e a causa di questo riscontrano delle difficol<span class="m_3042814182805825005gmail-text_exposed_show">tà nel rimanere incinta. Mentre le cause della PCOS restano tuttora sconosciute, gli esperti in materia credono che questa sindrome sia riconducibile ad uno squilibrio ormonale. Le donne affette da PCOS producono infatti grandi quantità di androgeni, ormoni molto simili al testosterone. I trattamenti per infertilità per la policistosi ovarica includono dei farmaci per stimolare l&#8217;ovulazione e quindi il rilascio di un ovulo. Fino ad ora molti medici hanno preferito somministrare dei farmaci a base di progesterone per indurre le mestruazioni nelle loro pazienti. Una volta che il trattamento con il progesterone finisce inizia il sanguinamento da mestruazione. L&#8217;idea sarebbe quella di permettere ad una donna con la PCOS di ovulare con più spesso ed avere mestruazioni mensili per stimolare il corpo a regolarizzarsi e quindi avere incrementate chances di rimanere incinta. Pare invece che il progesterone faccia decrescere questa possibilità. Alcune recenti ricerche hanno dimostrato proprio questo e il National Institutes of Health research network dichiara &#8220;I risultati delle nostre ricerche indicano che il trattamento con i farmaci a base di progesterone prima dell&#8217;induzione dell&#8217;ovulazione è controproducente nell&#8217;aiutare le donne affette da PCOS nella ricerca di una gravidanza&#8221;. Questo è quanto dichiarato dalla dott.ssa Esther Eisenberg, scienziata del NICHD e autrice di questi studi. Le ricerche hanno mostrato che le donne a cui non sono stati somministrati farmaci a base di progesterone per mestruare hanno avuto chances quattro volte più alte di rimanere incinta rispetto alle donne che sono state trattate col progesterone. Il 20% delle donne che non hanno subito il trattamento hanno dato alla luce dei neonati contro il 5% delle donne trattate. Pare quindi che il progesterone aumenti l&#8217;opportunità di ovulare ma faccia decrescere di molto l&#8217;opportunità di concepire. Le donne a cui sono stati somministrati dei farmaci a base di progesterone e a cui è poi stata indotta l&#8217;ovulazione sono circa il 30% e solo il 7% di queste è poi riuscita a concepire. Le donne che non sono state trattate con questi farmaci e che hanno ovulato sono circa il 27% ma il 28% di loro sono riuscite a concepire.</span></p>
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		<title>Aiutare la fertilità con la medicina tradizionale</title>
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				<pubDate>Thu, 02 Feb 2017 19:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fecondazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fertilità]]></category>
		<category><![CDATA[PMA]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Trattare la fertilità con l&#8217;aiuto della medicina allopatica (ndr medicina tradizionale) non è mai una...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Trattare la fertilità con l&#8217;aiuto della medicina allopatica (ndr medicina tradizionale) non è mai una scelta semplice. Tutti i farmaci sono potenzialmente pericolosi e hanno delle controindicazioni da tenere presente. Oltre alle conseguenza fisiche bisogna altresì pensare a quelle psicologiche e non prendere questa decisione alla leggera.<br />
Se stai avendo difficoltà a rimanere incinta e hai deciso d<span class="m_-1238799038889204304gmail-text_exposed_show">i seguire la via della medicina tradizionale, come primo step dovrai rivolgerti al tuo medico di fiducia esperto in fertilità. Lui chiederà a te e al tuo partner di effettuare un check-up. Questo esame potrebbe includere un controllo alle tube di falloppio (per valutare se sono ostruite o meno) ed un&#8217;analisi dello sperma (spermiogramma ed esame colturale) oltre ad analisi del sangue approfondite. Se questi test determineranno che il problema riscontrato è quello che la donna non ovula per via della PCOS sono disponibili 3 opzioni per affrontare la situazione. E&#8217; importante sapere che tutti questi &#8220;interventi&#8221; sono indicati (e funzionano anche meglio) se la donna in questione non è obesa. L&#8217;obesità è una patologia ed è riscontrata nei soggetti il cui BMI è pari o superiore a 30 (significa che 1/3 del peso corporeo è formato da grasso). Una perdita di peso anche moderata può incrementare l&#8217;esito di questi trattamenti.</span></p>
<p>CLOMIFENE CITRATO:<br />
La prima linea di trattamento è il clomifene citrato, che stimola le ovaie a rilasciare uno o più ovuli. Il clomifene citrato induce l&#8217;ovulazione in circa l&#8217;80% delle donne con la PCOS e circa il 50% di queste donne rimane incinta (dato rilevato entro i primi 6 mesi di trattamento). Nelle donne che assumono questo farmaco l&#8217;ovulazione può essere confermata solo se il ciclo è stato correttamente monitorato (stick di ovulazione, temperatura basale, osservazione del muco, analsi del sangue e controllo ecografico sono i metodi più efficaci, soprattutto se integrati l&#8217;uno all&#8217;altro). Se la prima dose prescritta di clomifene citrato non dovesse funzionare il medico valuterà se è il caso di incrementare la stessa. Alcuni studi (*) hanno dimostrato che la metformina associata al clomifene citrato possono aiutare una donna affetta da PCOS ad ovulare. Un altro studio (**) ha dimostrato che la metformina potrebbe prevenire il rischio di aborto nel primo trimestre. Nonostante a molte donne incinte venga somministrata la metformina, ci teniamo a ricordare che ancora oggi non è stata dimostrata la certezza di questo farmaco in termini di controindicazioni a lungo termine, di conseguenza riflettete bene prima di assumerlo. La metformina contribuisce all&#8217;aumento dell&#8217;omocisteina e l&#8217;incremento di questa può a sua volta incrementare il rischio di aborto.</p>
<p>TERAPIA CON LE GONADOTROPINE:<br />
Questo trattamento medico è indubbiamente più aggressivo rispetto all&#8217;uso del clomifene citrato e si tratta di assumere appunto gonadotropine (LH e FSH). L&#8217;FSH (ormone follicolo stimolante) è usato senza LH (ormone luteinizzante) per le donne con PCOS ed è dato da assumere tramite iniezioni per 7-10 o più giorni. Questo farmaco induce l&#8217;ovulazione in quasi tutte le donne affette da PCOS e porta ad una gravidanza quasi nel 60% dei casi. Tuttavia questi farmaci, oltre ad avere numerosissime controindicazioni, sono molto costosi. Possono inoltre portare una donna ad avere un&#8217;iperstimolazione delle ovaie e produrre gravidanze multiple in quanto più ovuli saranno rilasciati e potranno essere fertilizzati nello stesso momento.</p>
<p>CHIRURGIA OVARICA:<br />
Questo intervento è usato come ultima istanza nel trattamento dell&#8217;infertilità in donne affette da PCOS. Può risultare molto efficace nelle donne che non rispondono alle altre terapie. Questa operazione viene effettuata in via laparoscopica. Viene inserito uno strumento nell&#8217;addome della donna, fino a raggiungere le ovaie. A quel punto si danneggiano le ovaie stesse in 2 modi (distruzione dello stroma ovarico): o meccanicamente e quindi a freddo oppure termicamente e quindi a caldo. Questo danno riduce i livelli di androgeni nelle ovaie e nel corpo portando a maturazione dei follicoli e quindi al rilascio degli ovuli. Le donne affette da PCOS hanno dall&#8217;80 all&#8217;87% di chance di rimanere incinte dopo questo intervento. Normalmente questo intervento fa ricomparire anche le mestruazioni per diversi mesi dopo di esso. C&#8217;è da considerare che questo intervento non è assolutamente privo di rischi (come tutti gli interventi chirurgici). E&#8217; meno efficace nelle donne in sovrappeso e può portare alla formazione di aderenze, perdita di uno o entrambe le ovaie, infezioni ecc.<br />
Ricordiamo anche che gli effetti di questo intervento a lungo termine non si conoscono. Gli ultimi studi ci portano a credere che possa portare ad una menopausa precoce.</p>
<p>(*) Qublan, H et al. &#8220;Metformin in the treatment of clomiphene citrate-resistant women with high BMI and primary infertility: clinical results and reproductive outcome&#8221;, J Obstet Gynaecol. 2005 Jan; 25 (1): 55-9. Heard, M.J. et al., &#8220;Pregnancies following use of metformin for ovulation induction in patients with PCOS&#8221;, Fertil Steril 2002, 77 (4):669-73. E&#8217; stato condotto uno studio su 48 donne con PCOS e infertilità al Baylor College of Medicine. Prima gli è stata somministrata della metformina e 19 di queste hanno ricominciato a mestruare ed ovulare. 10 delle altre hanno avuto bisogno di integrare il clomifene citrato alla metformina per poter ovulare. 20 donne su 48 (42%) sono rimaste incinte, 7 di loro hanno abortito.<br />
(**)Jakubowicz, D.J. et al., &#8220;Effetcs of metformin on early pregnancy loss in the PCOS&#8221;, J Clin Endocrinol Metab, 2002, 87 (2): 524-9. Ricerca dall&#8217;ospedale venezuelano di Caracas dove sono state osservate 65 donne a cui è stata somministrata la metformina durante la loro gravidanza e 31 a cui non è stata somminastrata. L&#8217;aborto entro le 12 settimane di gestazione nel gruppo che assumeva il glucophage è stato dell&#8217;8,8% contro il 41,9% nelle donne che non assumevano il farmaco.</p>
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