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	<title>PCOS &#8211; PCOS NonSeiSola®</title>
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	<title>PCOS &#8211; PCOS NonSeiSola®</title>
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		<title>PCOS: come convivere con la sindrome dell&#8217;ovaio policistico</title>
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				<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 08:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fertilità]]></category>
		<category><![CDATA[PCOS]]></category>
		<category><![CDATA[pcos]]></category>
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		<title>PCOS: un problema da mani nei capelli!</title>
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				<pubDate>Tue, 25 Jun 2019 06:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[PCOS]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>La nostra amica Giovanna B. ci scrive: “Fin da quando sono entrata nell’adolescenza ho avuto...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[
<p>La nostra amica Giovanna B. ci scrive:</p>



<p><em>“Fin da quando sono entrata nell’adolescenza ho avuto una brutta pelle. Sempre oleosa nonostante usassi prodotti specifici per i brufoli. Mi dicevano di stare tranquilla perché sarebbe passato appena fossi cresciuta. All’età di 27 anni mi sentivo fuori dall’adolescenza ma la mia pelle non era migliorata, anzi. Era sempre piena di brufoli e infiammata. A peggiorare il tutto anche i capelli stavano diventando un problema perché sempre più radi e sottili. C’erano dei punti in cui non avevo quasi più capelli. Ero disperata. Così ho preso appuntamento da una dermatologa per vedere se poteva aiutarmi. Mi ha prescritto delle analisi del sangue da fare prima dell’appuntamento. Quando mi sono presentata da lei ero piuttosto spaventata e volevo una risposta. La visita è durata 1 ora e venti. Quando sono uscita da lì avevo in mano una diagnosi: soffrivo di PCOS. La dott.ssa poteva aiutarmi e mi aveva prescritto una cura”.</em></p>



<p style="text-align:left">Quante di noi si sono trovate in una situazione simile a questa? Scommetto tantissime. Questo perché la sindrome dell’ovaio policistico colpisce circa 1 donna su 5. La PCOS causa uno scorretto bilanciamento di ormoni nel sangue e una rosa di sintomi molto varia: dall’anovulazione all’acne, dall’obesità all’irsutismo e la lista è ancora lunga.</p>



<p>E se è vero che l’eccesso di peli è un problema serio nelle donne affette da PCOS, per contro lo è anche l’assottigliamento dei capelli e il diradamento degli stessi.</p>



<p>Il tipo di diradamento in questi casi mette ragazze con la sindrome a dura prova in quanto accade in zone “tipicamente maschili” come ad esempio le tempie.</p>



<p>Nella PCOS gli androgeni (che sono degli ormoni maschili) raggiungono solitamente livelli più alti (anche se nei range) rispetto a quelli presenti nelle donne non affette dalla sindrome. Questo tipo di ormoni, ed in particolare il testosterone, sono quelli che più incidono sull’alopecia androgenetica. In sintesi, il follicolo pilifero si miniaturizza e&nbsp;&nbsp;comincia, di punto in bianco, a produrre un capello sempre più sottile. Quando si arriva a questo punto, solitamente la ragazza comincia ad accorgersi che qualcosa non va perché inizia a vedersi una sorta di “stempiatura”. Questo diradamento diviene sempre più evidente e le zone colpite sempre più ampie.</p>



<p>Dal 2004 in poi, il solo diradamento di capelli nella donna in età fertile (in zona tipicamente maschile) è un campanello di allarme per lo specialista che sa di avere una buona chance di trovarsi di fronte ad un caso di PCOS<a><sup>[1]</sup></a>.</p>



<p>Quindi, se la tua situazione ti ricorda quella della nostra amica Giovanna, è il caso di chiedere al tuo medico di valutare la possibilità che tu sia affetta da sindrome dell’ovaio policistico.&nbsp;</p>



<p>Se invece ne sei già certa perché ti è stata confermata questa diagnosi, cosa puoi fare?</p>



<p>Al momento esistono diverse vie per migliorare la situazione. Ognuna di queste però dovrà essere valutata attentamente sul tuo specifico caso dal tuo medico curate.</p>



<p>Qui di seguito le cure più usate di frequente.</p>



<p>SPIROLATTONE&nbsp;</p>



<p>Forse hai sentito parlare dell’uso dello spirolattone nel trattamento dell’acne.&nbsp;&nbsp;Questo tipo di medicinale è solitamente usato per trattare la pressione bassa ma, avendo anche un effetto di anti-adrogeno, in dosi specifiche riesce a “bloccare” temporaneamente&nbsp;&nbsp;(fintanto che dura l’assunzione di questo farmaco) gli ormoni maschili. Grazie a questo suo effetto riesce a diminuire l’irsutismo e a diminuire il diradamento dei capelli. Sembrerebbe un farmaco salvifico per una bella fetta di ragazze affette da PCOS, tuttavia, essendo un farmaco soggetto a prescrizione medica, bisogna stare attente al modo di assunzione. Questa deve essere infatti assolutamente controllata (e ovviamente prescritta) dal proprio medico curante.</p>



<p>DIANE</p>



<p>Un altro farmaco che ha poteri anti androgeni è la pillola anticoncezionale curativa Diane. Ha gli stessi effetti benefici dello spirolattone ma non gli stessi effetti collaterali (non è un diuretico). È quindi una valida alternativa al farmaco che abbiamo sopranominato tuttavia, essendo anche questa una pillola molto potente, va prescritta da un medico e la sua assunzione deve essere cautamente monitorata.</p>



<p>MINOXIDIL</p>



<p>È un farmaco che se assunto oralmente ha una funzione antiipertensiva, usato localmente invece ha l’effetto di far ricrescere i capelli diradati a causa di un’alopecia androgenetica. È noto che questo farmaco non ha effetti sulle cause endocrine del diradamento quindi è particolarmente indicato se il problema non fosse particolarmente esteso. Se rientri nella fetta di donne che soffre di irsutismo questo farmaco non è per te perché potrebbe causare un peggioramento dell’ipertricosi. Tuttavia, se lo volessi provare lo stesso perché la situazione che hai letteralmente in testa ti porta un enorme disagio psicologico, prova a parlarne con il tuo medico curante. Un recentissimo studio<a><sup>[2]</sup></a>infatti ha evidenziato che una bassissima dose (per via orale) di Minoxidil associato allo Spirolattone dà ad una donna affetta da PCOS una significativa riduzione di perdita di capelli.</p>



<p>FOTOTERAPIA LASER</p>



<p>Negli ultimi anni la fototerapia sta riscuotendo sempre più successo nel trattamento del diradamento dei capelli causato da PCOS. Il Theradome L80 Casco Laser Anticalvizie è un dispositivo portatile che può essere usato anche a casa. Questo caschetto ha un’azione simile al Minoxidil e stimola la circolazione nei follicoli&nbsp;&nbsp;aumentando la qualità e la struttura del capello. Pare che l’azione sia simile al farmaco summenzionato ma assolutamente migliore in termini di tempistiche e qualità.</p>



<p>Potete trovare questo caschetto qui: <a href="https://amzn.to/2X4i9D3">https://amzn.to/2X4i9D3</a></p>



<p></p>



<p>Essere affette da PCOS non è facile, la cosa migliore che possiamo fare è cercare di gestire al meglio i sintomi che abbiamo, al meglio delle nostre possibilità.<br></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a><sup>[1]</sup></a>European Journal of Endocrinology (2003) 149 439-442</p>



<p><a><sup>[2]</sup></a>International Journal of Dermatology 2018, 57, 104-109</p>
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		<title>Glucomannano e PCOS: può essere d&#8217;aiuto?</title>
		<link>https://www.pcosnonseisola.com/2019/01/15/glucomannanoepcos/</link>
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				<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 09:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[PCOS]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Il glucomannano è un polisaccaride ad alto peso molecolare formato dalla concentrazione di piccolissime quantità...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il glucomannano è un polisaccaride ad alto peso molecolare formato dalla concentrazione di piccolissime quantità di glucosio e mannosio (che è uno zucchero diffuso nei polimeri vegetali). Solitamente si usa questa sostanza in cucina, come gelificante. Viene estratto dal tubero della pianta Amorphophallus konjac. La cosa interessante è che si è notato che l’estratto di konjac favorisce il dimagrimento. Come? Molto semplice, questa fibra è capace di attirare grandi quantità di acqua. Così facendo aumenta il suo volume fino a 100 volte, di conseguenza nel corpo umano crea una soddisfacente sensazione di sazietà. Sulla carta sembra un valido aiuto anche abbinato ad un regime alimentare adatto a perdere peso. Come sapete personalmente noi di PCOSNonSeiSola siamo più interessati alle donne affette da PCOS rispetto alle donne non affette, quindi quello che abbiamo fatto è stato cercare di capire se il glucomannano fosse un qualcosa in più per meglio gestire i sintomi creati da questa nostra antipatica sindrome. Un recente studio italiano<a name="_ftnref1"></a>[1] ha evidenziato che questa sostanza, abbinata sapientemente all’inositolo, possa ridurre sia i livelli di glucosio che quelli di insulina nella circolazione sanguigna. Da qui si può certamente dire che il glucomannano può essere usato con efficacia dalle donne che soffrono di sindrome dell’ovaio policistico e che hanno tra i loro sintomi quello  della insulino resistenza. Il glucomannano se assunto va fatto con criterio, in piccole quantità (fino ad un massimo di 5g al giorno) e sempre accompagnato da una corretta assunzione di liquidi. Cosa si intende con corretta assunzione di liquidi? Un consumo di almeno 2 litri di acqua al giorno. Questo è importante perché senza l’apporto adeguato di liquidi si potrebbe incorrere in un’ostruzione intestinale (ricordatevi che il glucomannano si gonfia nel vostro corpo). Questo fortunato estratto si può trovare sia puro che contenuto in altri prodotti alimentari fruibili anche nelle diete ipocaloriche o a basso impatto glicemico. Preparatevi perché alcuni di questi prodotti li abbiamo provati proprio per voi. A brevissimo news a riguardo, intanto, buon proseguimento  a tutte noi. &lt;3</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn1"></a>[1]De Leo V, et al. –Combination inositol and glucomannan in PCOS patients- Minerva Ginecol. 2014 Dec; 66(6):527-33</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Gli uomini possono avere la PCOS?</title>
		<link>https://www.pcosnonseisola.com/2018/07/31/gli-uomini-possono-avere-la-pcos/</link>
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				<pubDate>Tue, 31 Jul 2018 07:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[PCOS]]></category>
		<category><![CDATA[pcos]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Alcuni ricercatori credono che il “gene” della PCOS possa essere passato sia alle femmine che...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alcuni ricercatori credono che il “gene” della PCOS possa essere passato sia alle femmine che ai maschi. Per ovvie ragioni la PCOS risulta più difficilmente diagnosticabile in un uomo e questo in ragione del fatto che non hanno le ovaie e di conseguenza non hanno dei cicli mestruali da monitorare. Inoltre, quello che in una donna è considerato indubbiamente irsutismo, in un uomo spesso è considerata normale distribuzione della peluria. Ci sono tuttavia  dei sintomi che, se presenti insieme, possono configurare il classico quadro della PCOS. E questi sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>una bassa conta spermatica</li>
<li>un incrementato numero di follicoli piliferi</li>
<li>calvizie prematura</li>
<li>insulino resistenza</li>
<li>aumento di peso nell’area addominale</li>
<li>aumentato rischio di sviluppare il diabete o malattie cardiache</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Tutte queste informazioni sono speculative ma i segni che linkano la PCOS agli uomini<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> così come alle donne danno peso alla teoria che questa sindrome sia in un qualche modo ereditaria.</p>
<p style="text-align: justify;"> La sindrome dell’ovaio policistico risulta inoltre più comune nelle donne dell’Asia del sud rispetto alle donne caucasiche ma nessuno riesce a capire perché.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori stanno cercando di capire se uno specifico gene possa innescare la PCOS. Finora gli studi fatti sui geni che controllano la produzione di estrogeni e progesterone non hanno portato ad una risposta definitiva. Uno studio molto interessante condotto nel 1997<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> ha mostrato che nella PCOS un gene potrebbe essere coinvolto nel primo stadio di produzione del testosterone e potrebbe essere responsabile degli elevati livelli di questo ormone nelle donne affette dalla sindrome. È altresì possibile che questo gene interagisca in modo particolare con gli altri geni che poi condurranno alla PCOS.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro studio ha rivelato che c’è una connessione tra una specifica mutazione del gene che si “occupa” dell’insulina e la mancata ovulazione nelle donne affette dalla sindrome.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca nella genetica della PCOS continua. Perché se è vero che è stato scoperto che elevati livelli di AMH (ormone antimuelleriano) in gravidanza espongono il feto ad una futura sindrome dell’ovaio policistico, è vero che ci deve essere una predisposizione genetica, altrimenti non si spiegherebbe come mai ci sono famiglie in cui un’unica figlia è affetta da PCOS e magari la madre e la sorella no.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Duskova, M. et al., “What may be the markers of the male equivalent of polycystic ovary syndrome?’ Physiol Res. 2004; 53 (3): 287-94</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Frank, S. et al., ‘The genetic basis of polycystyc ovary syndrome’, Hum Reprod. 1997 Dec; 12 (12): 2641-8</p>
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		<title>Cambiare nome alla PCOS</title>
		<link>https://www.pcosnonseisola.com/2018/07/24/cambiare-nome-alla-pcos/</link>
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				<pubDate>Tue, 24 Jul 2018 07:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[PCOS]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Sono anni ormai che alcuni scienziati propongono di cambiare nome alla PCOS, le motivazioni sono...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono anni ormai che alcuni scienziati propongono di cambiare nome alla PCOS, le motivazioni sono piuttosto semplici. Sindrome dell’ovaio policistico non rispecchia affatto questa condizione. Dal nome arriva un messaggio sbagliato, o comunque facilmente travisabile. Una donna affetta da questa sindrome non presenta delle cisti sulle ovaie, almeno non sempre. Sono stati suggeriti diversi nomi: sindrome polifollicolare, sindrome dismetabolica dell’ovaio, sindrome O, ovaie cistiche, iperandrogenismo funzionale, sindrome di Stein-Leventhal o ancora sindrome dell’anovulazione cronica. A mio modesto avviso si sta perdendo un sacco di tempo. È davvero importante il nome che diamo a questa condizione? Credo di no. La parte più importante non sta in una sigla o in cambio di denominazione. La cosa più importante è poterla riconoscere, accettare e trattarne i sintomi per migliorare la qualità della vita delle donne affette dalla sindrome dell’ovaio policistico.</p>
<p style="text-align: justify;">È fondamentale chiarire che una donna può avere l’ovaio policistico (PCO) senza avere la sindrome dell’ovaio  policistico. I dati raccolti ci segnalano dati molto interessanti. Circa il 20-30% delle donne in età riproduttiva presentano delle cisti ovariche, ma meno della metà di queste sono affette dalla sindrome. <a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a></p>
<p style="text-align: justify;">Gli esperti hanno tuttavia evidenziato che queste donne sono predisposte a sviluppare la sindrome dell’ovaio policistico, riescono a non farlo grazie al loro stile di vita, al loro modo di alimentarsi e grazie al fatto che si dedicano a svolgere dell’esercizio fisico in modo regolare. Se il loro stile di vita cambiasse è altamente probabile che comparirebbero anche altri sintomi riconducibili alla PCOS, con un incrementato rischio di contrarre il diabete e patologie cardiache.</p>
<p style="text-align: justify;">Se tutto questo è vero, è vero anche il contrario. Ci sono donne affette da PCOS che all’ecografia pelvica presentano delle ovaie pulite e non ingrossate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-342" src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-300x300.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-150x150.jpg 150w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-768x768.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-200x200.jpg 200w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-500x500.jpg 500w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-970x970.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-600x600.jpg 600w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399-100x100.jpg 100w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_9399.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Ng, E. et al., ‘Are there diffences in ultrasound parameters between Chinese women with polycystic ovaries only and with polycystic ovary sindrome?’, Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol. 2005 Sep 1</p>
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		<item>
		<title>Ciclo mestruale e PCOS</title>
		<link>https://www.pcosnonseisola.com/2018/07/17/ciclo-mestruale-e-pcos/</link>
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				<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 06:49:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fertilità]]></category>
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		<category><![CDATA[PCOS]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Vi ricordate che nell’articolo precedente abbiamo parlato di ciclo mestruale “normale”? Oggi parleremo del tanto...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vi ricordate che nell’articolo precedente abbiamo parlato di ciclo mestruale “normale”? Oggi parleremo del tanto discusso (almeno sul nostro gruppo) ciclo mestruale di una donna affetta da PCOS. Con la PCOS i livelli di LH (ormone luteinizzante) spesso sono più alti dei livelli di FSH (ormone follicolo-stimolante). La differenza con il ciclo di una donna senza PCOS è proprio questa, il maggiore livello di LH. Nel nostro caso i livelli di LH rimangono spesso costanti. Cosa significa in concreto? Che l’ovulazione spesso non avviene e i nostri cicli sono piuttosto irregolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa irregolarità si manifesta nella prima parte del ciclo, quel lasso di tempo che intercorre tra la mestruazione e l’ovulazione. Quella parte infatti non ha una durata precisa e può variare da circa 14 giorni ad un tempo indeterminato. Proprio per questo motivo le donne affette da PCOS possono avere cicli lunghissimi. Io stessa ho avuto un ciclo lungo oltre i 300 giorni. Solitamente quando ci si trova di fronte ad amenorree così importanti è meglio rivolgersi al proprio ginecologo che ci verrà in aiuto somministrandoci del progesterone per poter mestruare. Se anche con l’aiuto del progesterone verranno a mancare le mestruazioni allora ci troveremo di fronte ad un problema un po’ più complicato ovvero la possibilità di un deficit di estrogeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma torniamo a ciò che più ci interessa: l’ovulazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché questa avvenga  è necessario che ci sia il picco di LH, e in caso di PCOS questo è più difficile per via dell’iperpresenza di questo ormone.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, le donne che cercano di tenere traccia dei loro cicli, potranno avere difficoltà a farlo se si affideranno solo agli stick ovulatori. Come abbiamo già detto, spesso questi oggetti rilevano l’ormone luteinizzante, ma le donne affette da PCOS potranno avere dei falsi positivi, oppure, peggio ancora, potranno avere due lineette sempre presenti anziché una sola nei momenti di non ovulazione. Quando mi viene chiesto un parere a riguardo, consiglio sempre di usare un metodo più completo per il monitoraggio del ciclo. Quindi sì agli stick di ovulazione ma solo se abbinati a controllo della temperatura basale, del muco fertile e magari anche ad un controllo ecografico che potrà darci conferma che l’ovulazione stessa sia avvenuta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-335" src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/savingPNG-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/savingPNG-300x300.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/savingPNG-150x150.jpg 150w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/savingPNG-768x768.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/savingPNG-200x200.jpg 200w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/savingPNG-500x500.jpg 500w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/savingPNG-970x970.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/savingPNG-600x600.jpg 600w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/savingPNG-100x100.jpg 100w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/savingPNG.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Un normale ciclo mestruale</title>
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				<pubDate>Tue, 10 Jul 2018 10:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fertilità]]></category>
		<category><![CDATA[ormoni]]></category>
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		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La lunghezza di un ciclo mestruale “normale” può variare da 21 fino a 40 giorni....</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La lunghezza di un ciclo mestruale “normale” può variare da 21 fino a 40 giorni. La lunghezza è calcolata iniziando a contare come giorno 1 il primo giorno in cui inizia il sanguinamento fino ad arrivare all’ultimo giorno prima delle successive mestruazioni. La media delle donne prese in esame ha portato al risultato di un ciclo “normale” di circa 28 giorni, anche se poi questo si è dimostrato vero solo per una donna su dieci.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi: un normale ciclo mestruale dura 28 giorni, la prima metà del ciclo è chiamata fase follicolare, inizia con le mestruazioni e dura circa 14 giorni. Durante questa fase l’ipofisi rilascia bassi livelli di FSH (ormone follicolo stimolante) per stimolare i follicoli nelle ovaie a far maturare gli ovociti e produrre estrogeni, che causano l’ispessimento dell’endometrio di modo da essere pronto per un’eventuale gravidanza. Quando i livelli di estrogeni sono abbastanza alti, l’ipofisi produce una gran quantità di LH (ormone luteinizzante) e il follicolo che precedentemente era divenuto dominante scoppierà, rilasciando l’ovetto (o gli ovetti) nelle tube di Falloppio per poi raggiungere l’utero.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa super produzione di LH è chiamata anche picco LH e solitamente è l’ormone che si ricerca nell’urina tramite gli stick ovulatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l’ovulazione c’è una fase che si chiama fase luteale.  In questo momento del ciclo quello che prima era il follicolo contenente l’ovetto e che durante l’ovulazione è scoppiato, è adesso un ammasso di cellule che si chiama corpo luteo e che va a formare una specie di cisti. Il corpo luteo a questo punto inizierà a produrre un ormone chiamato progesterone. Questo ormone causa l’ispessimento dell’endometrio di modo che lo stesso sia prono ad accogliere, eventualmente, un ovulo fecondato. Il progesterone quindi è l’ormone che permette di creare l’ambiente ideale per far sì che l’ovulo fecondato si possa impiantare. Se un ovulo fecondato arriverà nell’utero, si potrà impiantare per dar così il via ad una gravidanza,  il corpo luteo in questo caso continuerà a crescere per nutrire l’embrione e proteggere la stessa gravidanza. Se nessun ovulo fecondato arriverà a destinazione, dopo circa 14 giorni dall’ovulazione (questo tempo può variare da un minimo di 5 giorni fino ad un massimo di 17 giorni) il corpo luteo smetterà di produrre progesterone ed estrogeni. L’ispessimento dell’endometrio si interromperà e la donna avrà le mestruazioni. Ci sarà quindi un reset ormonale che darà il via ad un nuovo ciclo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-medium wp-image-332" src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-300x300.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-100x100.jpg 100w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-600x600.jpg 600w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-150x150.jpg 150w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-768x768.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-200x200.jpg 200w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-500x500.jpg 500w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324-970x970.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_8324.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>LH, OVULAZIONE E INSULINA.</title>
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				<pubDate>Tue, 03 Jul 2018 07:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fertilità]]></category>
		<category><![CDATA[ormoni]]></category>
		<category><![CDATA[PCOS]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Livelli troppo alti dell’ormone luteinizzante (LH) sono comunemente trovati nella circolazione sanguigna delle donne con...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Livelli troppo alti dell’ormone luteinizzante (LH) sono comunemente trovati nella circolazione sanguigna delle donne con PCOS. Livelli più alti del comune possono causare l’innalzamento dei livelli di testosterone e i conseguenti sintomi che ormai conosciamo bene<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>. Alti livelli di LH possono condurre ad un’assenza di ovulazione in quanto i livelli di questo ormone rimangono costanti anziché esserci il famoso picco di LH prima dell’ovulazione. Molte donne affette da PCOS hanno però ovulazioni regolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo dei recenti studi<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> <a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> hanno dimostrato che una condizione chiamata insulino resistenza gioca un ruolo importante nella PCOS e in ciò che la causa. Secondo questi studi circa il 70% delle donne affette dalla sindrome e che sono anche in una situazione di sovrappeso, soffrono anche di insulino resistenza. È stato evidenziato che anche alcune donne facente parte del restante 30% possono essere affette da insulino resistenza. Le donne che soffrono di insulino resistenza hanno elevati livelli di insulina nella loro circolazione sanguigna. È stato dimostrato come elevati livelli di insulina nel sangue stimolano le ovaie a produrre più testosterone e meno globuline leganti gli ormoni sessuali. Un’amica della nostra pagina FB ci scrive così:</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">“Ciao ragazze, voglio rimanere anonima. Sono rimasta incinta dopo 3 anni di tentativi andati a vuoto. Oggi sono di 21+3 settimane e la settimana scorsa la ginecologa mi ha prescritto l’esame di curva da carico.  Ieri sono arrivati i risultati. Ho i livelli di zucchero completamente sballati. Ho chiamato subito la mia dottoressa che mi ha spiegato che sono insulino resistente e probabilmente ho anche la sindrome dell’ovaio policistico. Forse è per questo che ci ho messo così tanto tempo a rimanere incinta…”</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’insulina è un ormone rilasciato dal  pancreas in risposta a ciò che mangiamo. Trasporta lo zucchero dalla circolazione sanguigna fino ai muscoli, al grasso e alle cellule del fegato, dove viene convertito in energia o conservato come grasso.</p>
<p style="text-align: justify;">Come abbiamo detto prima molte donne affette da PCOS sono anche insulino resistenti, questo significa che il processo che dovrebbe portare allo smaltimento o alla conservazione dello zucchero è in qualche modo sballato e funziona in modo non appropriato. Ovvero le cellule sono appunto resistenti all’insulina. A questo punto il pancreas si trova nella situazione scomoda di dover produrre e mandare in circolo sempre più insulina per portare gli zuccheri fuori dal sangue e dentro le cellule. Alti livelli di insulina si traducono in una condizione chiamata iperinsulinemia; questo può portare nel corpo ad un aumento di peso, problemi con l’ovulazione, maggiora il rischio di contrarre il diabete, mette in difficoltà il corpo di modo che questo faccia fatica a smaltire il peso in eccesso e può portare ad avere anche complicazioni cardiache.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-325" src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_7763-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_7763-300x300.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_7763-100x100.jpg 100w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_7763-600x600.jpg 600w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_7763-150x150.jpg 150w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_7763-768x768.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_7763-200x200.jpg 200w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_7763-500x500.jpg 500w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_7763-970x970.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/07/IMG_7763.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Grana, M. et al., ‘Subcutaneous administration of pulsatile gonadotropin-releasing hormone decreases serum follicle-stimulating hormone and luteinizing hormone levels in women with polycystic ovary syndrome: a preliminary study’,Fertil. Steril. 2005 May; 83 (5): 1466-72</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Ardawi, M. et al., ‘Plasma adiponectin and insulin resistance in women with polycystic ovary syndrome’ Fertil Steril. 2005 Jun; 83 (6): 1708-16</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Prelevic, G. et al., ‘Insulin resistance in polycystic ovary syndrome’ Curr Opin Obstet Gynecol. 1997 Jun; 9 (3): 193-201</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>SCOPERTA (FINALMENTE!)  LA CAUSA DELLA PCOS</title>
		<link>https://www.pcosnonseisola.com/2018/06/26/scoperta-finalmente-la-causa-della-pcos/</link>
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				<pubDate>Tue, 26 Jun 2018 12:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[PCOS]]></category>
		<category><![CDATA[PMA]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Già da tempo, circa dal 2005, si sospettava che la PCOS venisse in qualche modo...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Già da tempo, circa dal 2005, si sospettava che la PCOS venisse in qualche modo innescata nel feto già durante la gravidanza. Adesso, grazie a Paolo Giacobini (<a href="http://hypothalamus.eu/giacobini/">http://hypothalamus.eu/giacobini/</a>) ed ai suoi colleghi del French National Institute of Health and Medicine ne abbiamo la prova ultima.</p>
<p>Pare dunque che la sindrome dell’ovaio policistico sia causata dall’esposizione a livelli troppo alti di un ormone, l’ormone antimuelleriano. Molte di noi conoscono già questo nome. Spesso ci viene dosato prima di iniziare una qualunque cura o trattamento per la fertilità.</p>
<p>Nel nostro gruppo Facebook e anche in quello PMA è piuttosto comune che una nostra utente condivida i risultati delle sue analisi del sangue. Avete mai fatto caso ai nostri valori di AMH (appunto ormone antimuelleriano)? Se non lo avete fatto, ve lo facciamo notare noi. I nostri livelli di questo ormone sono molto più alti della norma, di circa il 30%.</p>
<p>Quando io stessa mi sono sottoposta a questo esame del sangue ed ho ottenuto un risultato piuttosto alto mi sono sentita rincuorata. Spesso questo ormone viene usato come ago della bilancia per definire il grado di fertilità di una donna insieme ad altri pochi parametri. Nel gergo della PMA (procreazione medicalmente assistita) avere un valore di AMH elevato significa avere un’ottima riserva ovarica. O almeno questa è la credenza comune. In realtà pare che significhi ben altro. Oltre ad essere quasi certamente sinonimo di PCOS potrebbe essere anche sinonimo di difficoltà di concepimento. Proprio per questo motivo si è osservato che le donne affette da sindrome dell’ovaio policistico riescono a rimanere incinte più facilmente dopo i 30 anni, quando, finalmente, il valore di questo ormone inizia a calare.</p>
<p>Gli studi finora condotti hanno portato alla scoperta che un farmaco solitamente usato durante le stimolazioni ormonali, il cetrorelix acetato (un antagonista del GnRH selettivo delle gonadotropine), possa combattere la PCOS fino a farla sparire. Questi studi sono stati condotti su dei topolini da laboratorio e si spera che presto (entro la fine di quest’anno) potranno essere condotti anche quelli sulle donne.</p>
<p>Se però è vero quanto appena confermato dai recenti studi del dott. Giacobini e la PCOS viene innescata nell’utero materno, questo cosa significa per quelle di noi che rimangono incinte ed aspettano una bambina? Che le nostre figlie, così come noi, saranno affette da sindrome dell’ovaio policistico? Pare proprio di sì. Ma questo solo il tempo potrà confermarcelo. Nel mentre restiamo in attesa di nuovi riscontri e certezze da parte della scienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-321" src="http://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-300x300.jpg 300w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-100x100.jpg 100w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-600x600.jpg 600w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-150x150.jpg 150w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-768x768.jpg 768w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-200x200.jpg 200w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-500x500.jpg 500w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1-970x970.jpg 970w, https://www.pcosnonseisola.com/wp-content/uploads/2018/06/savingPNG-1.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>PCOS e ansia</title>
		<link>https://www.pcosnonseisola.com/2018/05/30/pcos-e-ansia/</link>
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				<pubDate>Wed, 30 May 2018 06:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dott.ssa Roberta Rodà]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>&#160; La PCOS è una delle più comuni malattie causate da disordini ormonali, si stima...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>La PCOS è una delle più comuni malattie causate da disordini ormonali, si stima che circa il 5-<br />
10% delle donne in età fertile ne sia soggetta. L’eccesso di androgeni può causare irsutismo,<br />
acne, infertilità, mestruazioni irregolari, inoltre è alta la comorbilità tra PCOS e obesità.<br />
Quali sono le conseguenze a livello psicologico di questa patologia e dei sintomi ad essa<br />
associati?<br />
Recenti studi come ad esempio “Anxiety and Depression in polycystic ovary syndrome: a<br />
systematic review and meta-analysis” del 2011, affermano come le donne affette da PCOS<br />
sviluppano disfunzioni e problemi di natura psicologica in misura maggiore rispetto a chi non<br />
soffre di questa patologia.<br />
Cosa si intende, a livello psicologico, per ansia? L’ansia è uno stato emotivo caratterizzato da<br />
sensazioni di tensione, minaccia, preoccupazione accompagnato da sintomi di natura fisica<br />
come sudorazione, formicolio alle mani, tachicardia, vertigini. E’ importante però fare una<br />
distinzione tra i termini paura e ansia che sono spesso erroneamente usati come aventi lo<br />
stesso significato. La paura è diversa dall’ansia in quanto è una reazione funzionale ad<br />
affrontare una situazione immediata di pericolo o difficoltà; pensate ad esempio alla paura<br />
prima di entrare a sostenere un esame all’università, assolutamente normale, no? L’ansia<br />
invece è uno stato d’animo legato al futuro, è qualcosa che porta ad immaginare ipotetici<br />
scenari negativi e catastrofici nei quali si può essere coinvolti.<br />
Nel caso di donne affette da PCOS si stima che il 34% di esse soffra di depressione e il 45% di<br />
ansia, il che significa quasi 1 su 2. Perché questi disturbi sono così diffusi?<br />
Sicuramente inizia tutto dalla diagnosi. Per arrivare ad una diagnosi di PCOS può volerci<br />
molto tempo e questo aumenta in modo considerevole ansia e depressione, la donna si ritrova<br />
a vivere con una serie di sintomi senza capirne ancora la causa. I sintomi tipici della PCOS, per<br />
loro natura, incidono negativamente sul normale stato psichico della donna causando<br />
abbassamenti del tono dell’umore, aumentando la sfiducia in se stesse e un rifiuto della<br />
propria immagine corporea.<br />
La salute emotiva è indispensabile per avere veramente a cuore se stessi e per poter<br />
affrontare nel migliore dei modi una simile patologia e le sue conseguenze sul corpo. La<br />
consapevolezza di dover accettare il proprio corpo e la propria figura così come siamo è una<br />
delle chiavi fondamentali per gestire la PCOS.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura della dott.ssa Valentina Candela, psicologa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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